Approfondimento

Whisky: guida all’acquisto al supermercato

Può essere difficile  orientarsi tra gli scaffali del supermercato nel reparto “alcolici” e ancor di più se si è fan del whisky ma non si è degli esperti in materia, interpretare nel modo giusto etichette, nomenclature e prezzi di questo prodotto. Per questo motivo ecco una spiegazione di come imparare a decifrare le caratteristiche di questo distillato di cereali, da tenere a mente qualora volessi acquistarne una bottiglia al supermercato.

Il whisky è prodotto da cereali o pseudo cereali

A differenza di altri prodotti alcolici, il whisky è più genuino perché é prodotto grazie all’utilizzo di cereali o pseudo-cereali (amaranto, grano saraceno) e lievito, mentre come unici additivi contiene l’acqua e a volte il caramello. Non contiene zucchero o sostanze aromatizzanti.

Foto | pixabay @conversationswithval

Impara a leggere l’etichetta

Ecco qual è il significato delle diciture che potresti trovare sull’etichetta delle bottiglie di whisky:

  • Grain: significa che è stato prodotto con una miscela di cereali (orzo, mais, frumento e altri);
  • Malt: prodotto solo con malto d’orzo e se è preceduto dalla parola “single” proviene da una sola distilleria;
  • Blended: il prodotto contiene whisky di malto e di altri cereali;
  • Gradazione: la gradazione minima del whisky è del 40% di alcol in volume. Se l’etichetta riporta la scritta Cask Strength o Full Proof o 100 Proof la gradazione alcolica va oltre i 50 gradi;
  • Unchill Filtered: il whisky non viene filtrato;
  • Natural Color: il prodotto non contiene caramello;
  • Single Barrel/Single Cask: proviene da una sola botte;
  • Finish abbinato a un’altra parola (wine, rum, Amarone, etc) sta a significare che il whisky è stato conservato in una botte che in precedenza conteneva altre sostanze alcoliche.

Le indicazioni geografiche

  • Scotch: interamente prodotto in Scozia;
  • Bourbon: vuol dire che è stato prodotto negli Stati Uniti e contiene almeno il 51% di mais, mentre è privo di caramello colorante;
  • American Rye: contiene almeno il 51% di segale;
  • Irish: prodotto in Irlanda
Foto | pixabay @anncapictures

Per quanto riguarda le informazioni organolettiche o di abbinamento, l’etichetta è quasi sempre priva di queste indicazioni. I bourbon sono tendenzialmente dolci, i blended sono whisky di facile consumo da abbinare anche ad altre bevande, ghiaccio o sode, i blended irlandesi sono molto fruttati.

Il prezzo medio di una bottiglia di whisky va dai 6 ai 12 euro. Per alcune in particolare si possono raggiungere anche i 100/200 euro, ma è raro e di solito si trovano solo in specifici punti vendita che conservano le bottiglie in vetrine chiuse a chiave.

Giuliana Presti

Laureata in Giornalismo e Cultura Editoriale. Scrivo di cinema, cultura e attualità. Amo la fotografia e la buona musica

Recent Posts

Re Carlo e il suo sorprendente omaggio alla cucina italiana

Il recente discorso di Re Carlo III a Montecitorio, a Roma, ha segnato un momento…

5 ore ago

Chianti in festa: il trionfo del vino a Vinitaly 2025

Il Vinitaly 2025 ha segnato un momento di grande successo per il Consorzio Vino Chianti,…

6 ore ago

Unesco: il Masaf sostiene la candidatura della cucina italiana come patrimonio immateriale dell’umanità a Vinitaly

La cucina italiana è in primo piano al Vinitaly con l’evento dedicato alla sua candidatura…

7 ore ago

Il mondo del vino in cerca di una rivoluzione normativa per i no e low alcol

Negli ultimi anni, il mercato dei vini no e low alcol ha conosciuto una crescita…

7 ore ago

Vinitaly Tourism: l’enoturismo italiano e il suo impatto da 40 miliardi di euro sul Pil

L’enoturismo in Italia sta vivendo un momento di straordinaria crescita e rappresenta un importante motore…

8 ore ago

50 anni di DOC Alto Adige: un viaggio tra qualità, zonazione e il fascino del turismo del vino

Il Consorzio Vini Alto Adige ha recentemente festeggiato un traguardo significativo: i 50 anni della…

8 ore ago