Viticoltura innovativa: il fungicida a base di RNA che rivoluziona il futuro del settore

Nei giorni scorsi, presso la Fondazione Edmund Mach (FEM), si è tenuto il meeting finale del progetto Euregio Sirnacide, un’iniziativa di ricerca triennale che ha rappresentato un passo significativo verso l’innovazione sostenibile nella viticoltura. Questo progetto, finanziato dal GECT Euregio e avviato nel febbraio 2022, ha visto la collaborazione di prestigiosi partner scientifici, tra cui l’Università di Innsbruck e il Centro di Sperimentazione Laimburg, sotto la direzione della FEM. La sua finalità principale è stata quella di sviluppare strategie efficaci per la difesa fitosanitaria, in particolare contro la temuta peronospora della vite.

La minaccia della peronospora

La peronospora, causata dal fungo Plasmopara viticola, rappresenta una delle minacce più gravi per i viticoltori del Nord Italia. Questo patogeno attacca infatti tutti gli organi verdi della pianta, come:

  1. Foglie
  2. Germogli
  3. Grappoli

Le condizioni climatiche, caratterizzate da frequenti piogge e bagnature prolungate delle foglie, favoriscono ulteriormente la diffusione del fungo, rendendo la viticoltura una disciplina sempre più complessa e rischiosa. Storicamente, la lotta alla peronospora ha richiesto un uso intensivo di fungicidi chimici, con impatti ambientali e sulla salute umana che hanno sollevato crescenti preoccupazioni.

Innovazione attraverso il progetto Sirnacide

Il progetto Sirnacide si propone di affrontare questa sfida attraverso l’innovazione. Al centro dell’iniziativa c’è lo sviluppo di un fungicida innovativo a base di RNA, progettato per contrastare la peronospora senza ricorrere ai tradizionali prodotti chimici. La formula, attualmente in fase di sviluppo in laboratorio, si basa su piccole molecole di RNA che agiscono in modo selettivo sul patogeno, interferendo con i suoi meccanismi di proliferazione. Questo approccio biotecnologico, sebbene ancora poco diffuso in agricoltura, rappresenta una promettente alternativa che potrebbe rivoluzionare la protezione delle piante.

L’uso di RNA per il controllo delle malattie rappresenta un campo di ricerca in crescita, e Sirnacide potrebbe porsi come un esempio pionieristico in questo settore. Il prossimo passo prevede test in campo, essenziali per valutare l’efficacia e la sicurezza del nuovo fungicida in condizioni reali. Questi test saranno cruciali non solo per confermare i risultati ottenuti in laboratorio, ma anche per garantire che il prodotto possa essere utilizzato senza rischi per l’ambiente e per la salute degli operatori agricoli.

Verso una viticoltura sostenibile

Il progetto Sirnacide non è soltanto un’iniziativa isolata, ma si inserisce in un contesto più ampio di impegno della Fondazione Edmund Mach verso una viticoltura sostenibile. Questa visione si traduce non solo nello sviluppo di prodotti fitosanitari di nuova generazione, ma anche nella ricerca di varietà di vite resistenti alle malattie. Le varietà PIWI, frutto di programmi di miglioramento genetico, sono un esempio di come la scienza possa contribuire a rendere la viticoltura più resiliente e meno dipendente da interventi chimici. Queste varietà, selezionate per la loro resistenza a diverse malattie fungine, offrono un’alternativa alle pratiche tradizionali, promuovendo una gestione più ecologica delle coltivazioni.

In un’epoca in cui la sostenibilità è diventata un imperativo non solo per l’agricoltura, ma per tutti i settori produttivi, iniziative come il progetto Sirnacide assumono un’importanza cruciale. La viticoltura, che rappresenta un pilastro dell’economia in molte regioni italiane, deve affrontare sfide sempre più complesse, dai cambiamenti climatici alle nuove normative ambientali. L’innovazione, quindi, non è solo una questione di competitività, ma una necessità per garantire la sopravvivenza e la prosperità di questo settore.

La Fondazione Edmund Mach, da sempre all’avanguardia nella ricerca agricola, continua a lavorare per sviluppare soluzioni che possano coniugare produttività e rispetto per l’ambiente. Attraverso la collaborazione con istituzioni accademiche e centri di ricerca, il progetto Sirnacide rappresenta una delle tante iniziative volte a garantire un futuro sostenibile per la viticoltura. Con il potenziale di ridurre drasticamente l’uso di sostanze chimiche, questo progetto potrebbe non solo salvaguardare la salute delle piante, ma anche contribuire al benessere degli ecosistemi circostanti e alla sicurezza alimentare.

In definitiva, il progetto Sirnacide è un esempio luminoso di come la scienza e la tecnologia possano affrontare le sfide del settore vitivinicolo. Con un occhio al futuro e un approccio innovativo, la viticoltura sta intraprendendo un cammino verso una maggiore sostenibilità e resilienza, garantendo che le generazioni future possano continuare a godere dei frutti di questo antico mestiere.

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