Vinitaly Preview a Bruxelles: uniti per difendere il vino italiano dai dazi USA

Alla vigilia della 57ª edizione di Vinitaly, in programma a Verona dal 6 al 9 aprile 2025, si è svolta a Bruxelles la Vinitaly Preview, un evento di fondamentale importanza per la tutela del vino italiano. Questo incontro ha visto la partecipazione di importanti esponenti politici e produttivi, tutti uniti nel comune intento di difendere l’export e il valore culturale del vino italiano dalle minacce rappresentate dai dazi USA.

L’evento ha evidenziato la necessità di un fronte compatto per contrastare le spinte protezionistiche che potrebbero colpire il settore vitivinicolo italiano, un pilastro dell’economia nazionale e simbolo dell’identità culturale del paese. Tra i partecipanti, hanno preso parte figure di spicco come il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, il presidente della Camera Lorenzo Fontana, la vicepresidente del Parlamento Europeo Antonella Sberna e il presidente di ICE Matteo Zoppas. Tutti hanno ribadito l’importanza del vino non solo come prodotto commerciale, ma anche come elemento fondamentale della cultura e della tradizione italiana.

il piano d’azione per il vino italiano

Durante il suo intervento, Tajani ha annunciato un piano d’azione per l’export che verrà presentato a Roma nei prossimi giorni. Ha sottolineato con determinazione che “il vino non è un pericolo, è cultura”. Questa affermazione si riferisce al crescente dibattito internazionale sul consumo di alcolici e al rischio di campagne salutiste che potrebbero influenzare negativamente il mercato. “Lo difenderemo a Bruxelles, ma anche a New York davanti all’OMS”, ha affermato, lasciando presagire un impegno attivo della diplomazia italiana nel sostenere il settore vitivinicolo.

vinitaly come ambasciatore culturale

Il ministro Lollobrigida ha enfatizzato il vino come simbolo di identità nazionale, dichiarando che “non possiamo permettere che venga penalizzato”. Ha evidenziato come Vinitaly rappresenti un’opportunità per rafforzare questa visione, visto che quest’anno l’evento ospiterà anche due commissari europei, segnando un nuovo dialogo su temi cruciali per il settore.

Lorenzo Fontana ha elogiato il ruolo crescente di Vinitaly sulla scena internazionale, definendola un ambasciatore culturale del made in Italy. Anche Antonella Sberna ha sottolineato l’importanza della manifestazione, descrivendola come “una piattaforma per raccontare al mondo le radici e l’eccellenza del vino italiano, non solo sul piano economico ma anche culturale”. Questa affermazione riflette il crescente riconoscimento del vino come parte integrante del patrimonio culturale italiano.

dati sul settore vitivinicolo

Il presidente di ICE, Matteo Zoppas, ha fornito dati che dimostrano la vitalità del settore vinicolo italiano, con un valore dell’export che ha raggiunto 8,1 miliardi di euro, registrando una crescita del 5,5%. “Gli USA restano il nostro primo mercato, con 1,7 miliardi”, ha ribadito, sottolineando che l’agenzia e il sistema paese stanno lavorando per supportare le imprese attraverso attività di business matching, incoming e fiere internazionali.

L’Ambasciatrice Federica Favi ha aperto l’evento, celebrando Vinitaly come “vetrina dell’Italia che produce, accoglie e innova”. Il presidente di Veronafiere, Federico Bricolo, ha ricordato il valore economico del settore, stimato in 45 miliardi di euro l’anno, rappresentando l’1,1% del PIL nazionale. Adolfo Rebughini, general manager di Veronafiere, ha anticipato le novità dell’edizione 2025, che includeranno il Salone dei Vini NoLo, Vinitaly Tourism e una nuova area dedicata ai vini naturali e artigianali.

Le preoccupazioni relative ai dazi hanno sollevato allerta tra i partecipanti. Ignacio Sánchez, segretario generale del CEEV (Comitato Europeo dei Vini), ha lanciato un appello: “Un dazio USA sarebbe devastante: gli Stati Uniti rappresentano il 27% delle esportazioni europee. Senza il commercio internazionale, il nostro settore non sopravvive”. Questa preoccupazione è stata condivisa anche da Lamberto Frescobaldi, presidente di UIV (Unione Italiana Vini), che ha avvertito che “un dazio del 25% potrebbe costare un miliardo di euro al settore”. Frescobaldi ha ribadito l’importanza di difendere il vino come identità e cultura italiana.

Dai dati forniti da Federvini emerge la rilevanza del settore vitivinicolo, che genera un fatturato di 22 miliardi di euro, di cui 10 derivati dall’export, e occupa circa 82.000 persone. Marco Montanaro, direttore generale di Federvini, ha dichiarato: “Le sfide sono tante, ma anche le opportunità: digitalizzazione, nuovi mercati e sostenibilità. È il momento di investire e unire le forze”.

Infine, Enrico Drei Donà, vicepresidente di Italia del Vino Consorzio, ha affermato che “Vinitaly non è solo una fiera, è il motore della promozione internazionale del vino italiano, il simbolo del nostro stile di vita”. In un contesto complesso e in continua evoluzione, il settore vitivinicolo italiano si dimostra pronto a mobilitarsi per affrontare le sfide future, consapevole della sua importanza non solo economica ma anche culturale e sociale.

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