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Vinitaly Chengdu 2025: l’Italia conquista il mercato cinese del vino con 40 aziende protagoniste

Il 21 marzo 2025, la città di Chengdu ospiterà la decima edizione di Vinitaly Chengdu, un evento che segna un importante traguardo nella promozione del vino italiano in Cina. Fino al 24 marzo, questa manifestazione, che si svolge all’interno della China Food & Drinks Fair, vedrà la partecipazione di ben 40 aziende italiane, tra cui rinomate cantine e importatori, pronte a presentare oltre 500 etichette tricolori al pubblico cinese. Il padiglione italiano, situato nello storico Shangri-La Hotel, è il più grande mai realizzato per questa manifestazione, evidenziando l’importanza strategica del mercato cinese per il vino italiano, un settore in costante crescita.

Un mercato in crescita

Secondo Adolfo Rebughini, direttore generale di Veronafiere, l’impegno in Cina rappresenta una visione a lungo termine. Egli ha dichiarato: “Nonostante le difficoltà degli ultimi anni, la Cina rimane un mercato strategico per il vino italiano. Vinitaly Chengdu è oggi la nostra vetrina più importante nella regione.” È previsto che entro il 2028, il valore al consumo dei vini italiani cresca di oltre il 10%. Questo risultato è supportato da dati recenti che mostrano come l’Italia si posizioni al quarto posto tra i Paesi importatori di vino in Cina. Nel 2024, il consumo ha raggiunto i 18 milioni di litri, con un valore complessivo di 331 milioni di dollari, secondo l’Osservatorio UIV-Vinitaly e l’analisi IWSR.

Diplomazia e formazione

Vinitaly Chengdu non è solo una fiera commerciale, ma anche un importante punto di incontro per la diplomazia, la formazione e la cultura del vino. La manifestazione si è aperta con il primo forum ufficiale promosso dal Governo italiano a Chengdu, organizzato dall’ufficio ICE di Pechino, con l’obiettivo di rafforzare il dialogo tra istituzioni italiane e operatori locali.

Nel ricco programma dell’evento, sono previste tre masterclass di approfondimento:

  1. Chianti DOCG Annata – 21 marzo
  2. Chianti DOCG Riserva – 22 marzo
  3. Prosecco – 23 marzo, condotta dall’azienda Rive della Chiesa

Questi eventi educativi sono fondamentali per trasmettere la cultura del vino italiano e formare i professionisti del settore cinese, contribuendo così a una maggiore conoscenza e apprezzamento dei vini italiani.

Verso wine to asia 2025

L’impegno di Veronafiere non si limita a Chengdu. Con il brand Wine to Asia, l’organizzazione sarà presente a Shenzhen dal 9 all’11 maggio 2025, per la terza edizione di una delle rassegne più dinamiche dedicate al vino nella Greater Bay Area, che include Hong Kong, Macao e Guangdong. Questo evento rappresenterà un’ulteriore opportunità per le aziende italiane di esplorare nuovi mercati e consolidare la loro presenza in un’area in forte espansione.

Wine to Asia offrirà tasting d’autore in collaborazione con Bettane & Desseauve, eventi con la Young Generation Creative Wine e un pop-up dedicato ai vini sostenibili all’interno del Medisn, uno dei locali più influenti della scena craft del sud-ovest della Cina. Questi eventi non solo metteranno in luce la qualità e la varietà dei vini italiani, ma favoriranno anche il dialogo tra culture diverse, contribuendo a rafforzare le relazioni commerciali tra Italia e Cina.

L’importanza della sostenibilità

Un aspetto sempre più rilevante nel settore vitivinicolo è la sostenibilità. Con l’aumento della consapevolezza riguardo alle pratiche agricole sostenibili, i produttori italiani stanno investendo in metodi di coltivazione ecologici e tecniche di produzione a basso impatto ambientale. Questo approccio non solo risponde a una crescente domanda da parte dei consumatori, ma posiziona anche i vini italiani come prodotti premium nel mercato cinese, dove i consumatori sono sempre più attenti alla qualità e all’origine dei prodotti che acquistano.

La partecipazione a eventi come Vinitaly Chengdu e Wine to Asia rappresenta quindi non solo un’opportunità commerciale, ma anche un’importante occasione per educare il mercato cinese sulla cultura del vino italiano, contribuendo a costruire un’immagine positiva e sostenibile del nostro patrimonio enologico.

Redazione Vinamundi

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