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Vigneti toscani in espansione: produzione e superfici in aumento del 10%

Il panorama vitivinicolo toscano si distingue per una crescita significativa nel 2024, nonostante le sfide del mercato globale. I dati forniti da ISMEA per l’evento PrimAnteprima, organizzato dalla Regione Toscana e dalla Camera di Commercio di Firenze, mostrano che la superficie vitata regionale ha superato i 61.000 ettari, un traguardo importante per il settore. Questo incremento è accompagnato da una stabilità della superficie coltivata a biologico, che rimane sopra i 25.000 ettari, corrispondente a quasi il 40% della superficie vitata totale.

La Toscana e l’agricoltura biologica

La Toscana si afferma come una delle regioni italiane più dedicate all’agricoltura biologica, superando gli obiettivi fissati dall’Unione Europea nel New Green Deal e dall’Agenda ONU 2030, che puntavano al 25% di superficie biologica entro il 2030. Questo risultato dimostra l’impegno della regione nella sostenibilità ambientale e nella qualità dei suoi prodotti.

Produzione e imbottigliamento del vino

Nel 2024, la produzione di vino è stimata in 2,6 milioni di ettolitri, con un incremento di 900.000 ettolitri rispetto all’anno precedente. Questo posiziona la Toscana al settimo posto a livello nazionale per la quantità di vino prodotto. Tra le 52 denominazioni di origine protetta (11 DOCG e 41 DOC) e le 6 IGT, i vini più diffusi sono il Chianti e il Chianti Classico, che occupano rispettivamente il 41% e il 21% della superficie vitata.

Un aspetto interessante riguarda l’imbottigliamento: nel 2024 si prevede che saranno imbottigliati circa 1,2 milioni di ettolitri di vini Dop, con il Chianti che rappresenta il 47% del totale imbottigliato, seguito dal Chianti Classico al 20%. Questi numeri evidenziano la notorietà di queste denominazioni e la loro capacità di attrarre consumatori a livello nazionale e internazionale.

Crescita delle esportazioni e sfide del mercato

Le esportazioni di vino toscano mostrano un periodo di crescita. Nei primi dieci mesi del 2024, i vini Dop fermi hanno registrato un aumento del 5% in volume e del 10% in valore rispetto allo stesso periodo del 2023. Se questa tendenza si confermerà, si prevede che le esportazioni toccheranno i 730.000 ettolitri, per un valore complessivo di 740 milioni di euro.

Analizzando i flussi di esportazione, i paesi extra-UE hanno mostrato i tassi di crescita più elevati, con un incremento del 7% in volume e del 16% in valore. Gli Stati Uniti, la Germania e il Canada rappresentano i principali mercati di destinazione, con gli USA che assorbono il 33% in volume e il 40% in valore delle esportazioni toscane. Questo evidenzia l’importanza strategica del mercato americano, ma solleva anche preoccupazioni riguardo ai possibili dazi.

Tuttavia, il settore vitivinicolo toscano deve affrontare anche i cambiamenti climatici, che costringono i produttori a ripensare le tecniche di coltivazione. L’adozione di nuovi cloni di vite resistenti e tecnologie avanzate per la gestione delle risorse idriche sono alcune delle strategie messe in atto. Inoltre, i produttori cercano di adattare la loro offerta alle preferenze dei consumatori più giovani, interessati a vini a basso tenore alcolico e di qualità.

In conclusione, nonostante i segnali di difficoltà nella domanda interna, come il calo del 3% nelle vendite domestiche di vini Dop, ci sono aspetti positivi da considerare. Le vendite nei negozi specializzati stanno mostrando una crescita, suggerendo un interesse crescente per i prodotti di qualità. In questo contesto, la Toscana continua a rappresentare un punto di riferimento nel panorama vitivinicolo italiano, con la sua ricca tradizione e il suo impegno verso la sostenibilità e la qualità.

Redazione Vinamundi

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