Il vino

Un Primitivo da servire freddo? Ecco l’Ice Primitivo di Masso Antico

Ci sono segnali inequivocabili che indicano un cambiamento nel modo in cui il mondo guarda al vino: lo vediamo nei titoli che lamentano una diminuzione dei consumi, nei progetti di estirpazione dei vigneti che ne sono una diretta conseguenza, ma anche semplicemente sfogliando casualmente le pagine di un quotidiano e trovando pubblicità di nuove etichette.

Un monito di un possibile futuro, ma anche l’immagine di scelte e gusti che cambiano, a cui si trova conferma dalla pubblicità di un vino come l’Ice Primitivo dell’azienda Masso Antico, un rosso da gustare a temperatura di spumante.

Conosciamo Ice Primitivo, un Primitivo da servire freddo

Presentata con grande entusiasmo al Prowein e al Vinitaly, la nuova etichetta di Schenk Italia è frutto di uve Primitivo raccolte da vigneti biologici nel Salento.

Ma la vera novità sta nella temperatura di servizio raccomandata per questo vino: “Il primo rosso da gustare fresco a una temperatura di 8-10°C”, si legge sulla retro-etichetta.

Primitivo da servire freddo? Ci pensa Masso Antico con Primitivo Ice – https://www.instagram.com/schenkfamily_italia/ – Vinamundi.it

A supporto di questa modalità di servizio, c’è un aiuto visivo sulla fronte dell’etichetta che cambia colore a seconda della temperatura. Il rosso vivace del logo diventa blu quando il vino raggiunge la giusta temperatura. “Perfetto per le giornate estive soleggiate”, recita l’annuncio. Ma non è tutto: il vino ha anche un moderato tenore alcolico del 12,5%, conferendo un’idea di maggiore bevibilità e leggerezza.

Il Primitivo che tutti conosciamo, morbido, avvolgente, fine e caldo, è il vitigno simbolo della Puglia, terra dove trova la sua vocazione. È diffuso nell’Italia meridionale con le DOC Primitivo di Manduria e Gioia del Colle che ne individuano l’essenza.

I vini rossi prodotti da questo vitigno solitamente presentano un elevato tenore alcolico, insieme a una trama tannica che conferisce struttura, arricchiti da profumi di prugna, ciliegia, mora, uva passa, ma anche sentori di macchia mediterranea e spezie.

Queste caratteristiche sembrano contrastare con la nuova etichetta dell’azienda Masso Antico. Tuttavia, in questa nuova veste, sembra rispondere a una domanda attuale, legata alle nuove generazioni e ad un clima più caldo che richiede vini freschi e leggeri, anziché complessi e intensi.

“Negli USA le vendite di vini rossi nel 2023 sono calate del 9%. Una flessione che riguarda tutte le principali varietà: dal Cabernet Sauvignon (-7%) al Merlot (-12%), per arrivare al -16% del Syrah » ha detto Carlo Flamini, responsabile dell’Osservatorio del vino dell’Unione italiana vini. In Europa non va meglio riguardo al consumo di vino rosso, sia pure quello di una regione rinomata come Bordeaux, ma aumentano invece i consumi dei vini bianchi, rosati e spumanti.

Questo declino riguarda tutte le principali varietà, mentre crescono i consumi di vini bianchi, rosati e spumanti. Questa inversione di tendenza riflette anche il cambiamento climatico, con inverni più brevi e una crescente preferenza per vini più leggeri e meno impegnativi.

Anche le nuove generazioni stanno ridefinendo il rapporto con il vino, con la Gen Z che si avvicina al vino in modo più distaccato e attento alle calorie e al tenore alcolico. Questo cambiamento di gusto rappresenta una sfida per le tradizioni vinicole, ma anche un’opportunità per adattarsi alle esigenze dei consumatori del futuro. Ascoltare il cambiamento senza dimenticare il passato sembra essere la via migliore per affrontare questa evoluzione.

Giulia De Sanctis

Laureata in Comunicazione e Valorizzazione del Patrimonio Artistico Contemporaneo, collaboro attivamente con riviste e testate web del settore culturale, enogastronomico, tempo libero e attualità.

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