Negli ultimi giorni, il commercio internazionale ha subito un duro colpo a causa dell’annuncio del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che ha deciso di reintrodurre dazi del 25% sui prodotti provenienti dall’Unione Europea. Questa misura non colpirà solo il settore automobilistico, ma anche l’agroalimentare, un comparto cruciale per l’export italiano. Gli Stati Uniti, essendo uno dei principali mercati di riferimento per il Made in Italy, hanno subito scatenato un’ondata di preoccupazione tra produttori e commercianti.
Secondo le stime di Coldiretti, l’impatto economico dei nuovi dazi potrebbe superare il miliardo di euro. In particolare, il settore vinicolo italiano si trova in una posizione molto vulnerabile, con perdite previste fino a 500 milioni di euro. Gli Stati Uniti rappresentano il primo mercato extra-UE per l’export vinicolo italiano, assorbendo circa un quarto di tutto il vino esportato, che ammonta a circa 2 miliardi di euro all’anno. Ma non è solo il vino a rischiare; anche prodotti come:
sono minacciati.
L’annuncio dei dazi è stato fatto durante la prima riunione di gabinetto del secondo mandato di Trump. Il presidente ha dichiarato: “L’Unione Europea è stata formata per truffare gli Stati Uniti”. Questo atteggiamento aggressivo è giustificato da Trump con la necessità di riequilibrare il deficit commerciale con l’Europa, accusata di mantenere barriere all’ingresso per i prodotti americani, in particolare nei settori automobilistico e agroalimentare.
L’Unione Europea ha reagito in modo deciso all’annuncio, con Stéphane Séjourné, vicepresidente della Commissione UE, che ha affermato: “L’Europa reagirà immediatamente e con fermezza”. In risposta agli sviluppi, l’UE sta pianificando una strategia di diversificazione delle proprie partnership commerciali, con un primo viaggio diplomatico in India per cercare nuovi mercati.
Il rilancio dei dazi sui prodotti europei da parte di Donald Trump presenta sfide significative per l’export agroalimentare italiano, minacciando settori chiave come vino, olio d’oliva, pasta e formaggi. In un periodo già complesso per il mercato vinicolo, l’introduzione di queste nuove tariffe potrebbe avere conseguenze difficili da recuperare, simili a quelle vissute dalla Francia tra il 2019 e il 2021.
L’evoluzione della situazione dipenderà dalle trattative diplomatiche e dalle strategie di difesa commerciale adottate a livello europeo. Nel frattempo, l’intera filiera agroalimentare italiana osserva con apprensione gli sviluppi oltreoceano, preparando le proprie contromisure per affrontare una possibile guerra commerciale transatlantica. Le prossime settimane saranno cruciali per comprendere quali misure saranno adottate e quali ripercussioni avrà questa nuova fase di tensione economica tra Stati Uniti e Unione Europea.
Il mondo del vino è in subbuglio per il Sassicaia, che ha riconquistato il primo…
Dal 2 al 4 marzo 2025, Verona si prepara ad accogliere SOL2EXPO – Full Olive…
L'interesse verso i vini dealcolati e no-low sta crescendo in modo esponenziale, soprattutto nella grande…
Ecco alcuni suggerimenti per avvicinarti al mondo della birra partendo dal vino che ami Il…
Negli ultimi anni, la Francia, tradizionalmente considerata la patria del vino, sta assistendo a un…
L’Anteprima del Chianti Classico, giunta alla sua 32a edizione, si è confermata come un evento…