Il recente convegno “L’importanza della certificazione Made Green in Italy” ha avuto luogo a Roma, presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati, offrendo un’importante piattaforma di discussione tra esperti del settore oleario e accademici delle più prestigiose università italiane. Questo evento ha messo in luce un tema cruciale per il futuro del nostro patrimonio agroalimentare: la certificazione MGI (Made Green in Italy). Promosso dall’imprenditrice Alessia Zucchi, che ha ottenuto la prima certificazione MGI nel settore agroalimentare, il convegno ha evidenziato come questa certificazione possa rappresentare un valore aggiunto per prodotti di alta qualità come l’olio extravergine d’oliva (evo).
In un contesto globale in rapida evoluzione, caratterizzato da tensioni geopolitiche e dazi commerciali, la certificazione MGI emerge come uno strumento strategico per aumentare l’attrattività dei prodotti italiani sui mercati internazionali. L’olio d’oliva, simbolo del made in Italy e della qualità agroalimentare, va oltre il semplice consumo alimentare; rappresenta valori culturali, tradizioni e pratiche sostenibili che caratterizzano il nostro territorio. La certificazione MGI garantisce che i prodotti rispettino standard rigorosi in termini di sostenibilità e qualità, contribuendo a valorizzare ulteriormente l’immagine dell’olio evo italiano nel mondo.
L’importanza della sostenibilità
Durante il convegno, il Senatore Gilberto Pichetto Fratin, attuale Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, ha aperto i lavori con un discorso che ha sottolineato l’importanza della sostenibilità nel settore agroalimentare. Ha affermato: “La certificazione MGI non è solo un marchio di qualità, ma un impegno verso pratiche agricole più responsabili e rispettose dell’ambiente.” Anche l’Onorevole Raffaele Nevi, membro della Commissione Agricoltura della Camera, ha evidenziato il ruolo cruciale della certificazione nel sostenere i produttori italiani e nel promuovere una maggiore trasparenza verso i consumatori.
Benefici economici e competitività
Tra i relatori, Fabio Iraldo della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e dell’Università Bocconi ha presentato uno studio sui benefici economici derivanti dalla certificazione MGI. Secondo Iraldo, le aziende che investono in certificazioni di sostenibilità possono trarre vantaggio da:
- Maggiore reputazione.
- Aumento della fiducia da parte dei consumatori.
- Opportunità di mercato più ampie.
“Le certificazioni non sono solo un costo, ma un investimento nel futuro delle imprese,” ha dichiarato.
Carlo Zaghi, Direttore Generale per le Valutazioni Ambientali del Ministero dell’Ambiente, ha approfondito le implicazioni ambientali della certificazione MGI, sottolineando come l’adozione di pratiche sostenibili possa migliorare la competitività delle aziende italiane in un mercato sempre più attento alle questioni ambientali.
Innovazione e opportunità di marketing
Bruno Notarnicola dell’Università di Bari ha parlato dell’importanza della life cycle assessment (LCA) nella valutazione dell’impatto ambientale dei prodotti agroalimentari. La LCA è uno strumento fondamentale per comprendere come le pratiche agricole influenzano l’ambiente e come la certificazione MGI possa aiutare a ridurre tali impatti.
Ettore Capri dell’Università Cattolica di Piacenza ha discusso l’importanza della ricerca e dell’innovazione per il settore olivicolo, sottolineando che investire in nuove tecnologie può migliorare la qualità dell’olio evo. Carlo Alberto Pratesi dell’Università Roma 3 ha esaminato le opportunità di marketing legate alla certificazione MGI, evidenziando come questa possa rappresentare un importante strumento di differenziazione sul mercato.
Alessia Zucchi ha condiviso la sua esperienza nell’ottenere la certificazione MGI per il suo oleificio, affermando che questo percorso ha migliorato la qualità del suo prodotto e ha creato una relazione di fiducia con i consumatori. Ha concluso dicendo: “La certificazione MGI è un passo fondamentale per chi desidera non solo produrre olio di alta qualità, ma anche contribuire a un futuro più sostenibile.”
In conclusione, il convegno ha rappresentato un’importante occasione di riflessione su come la certificazione Made Green in Italy possa contribuire a valorizzare il patrimonio olivicolo italiano, affrontando le sfide del mercato globale attraverso la sostenibilità e la qualità.