Prosecco, Franciacorta e Champagne presentano profonde differenze legate a metodi di produzione, zone e vitigni
Quando si parla di vini spumanti, è impossibile non menzionare tre dei più celebri: Champagne, Prosecco e Franciacorta. Sebbene appartengano alla stessa categoria di prodotti, presentano differenze sostanziali che riguardano il metodo di produzione, le zone di origine e i vitigni utilizzati. In questo articolo, esploreremo queste differenze in modo dettagliato, per aiutare i lettori a comprendere meglio le caratteristiche uniche di ciascuno di questi spumanti.
La categoria degli spumanti
Prima di addentrarci nelle differenze specifiche, è fondamentale comprendere cosa si intenda per “spumante”. Gli spumanti sono vini caratterizzati dalla presenza di anidride carbonica, che conferisce loro le tipiche bollicine. Questa categoria include una varietà di vini, ma non si riferisce a una denominazione specifica.
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Di conseguenza, Champagne, Prosecco e Franciacorta sono spumanti, ma ognuno di essi si distingue per metodi di produzione e zone geografiche specifiche.
I metodi di produzione
Metodo classico
Il metodo classico, noto anche come metodo champenoise, è il procedimento utilizzato per la produzione di Champagne e Franciacorta. Questo metodo ha origini storiche che risalgono al XVII secolo e viene attribuito al monaco benedettino Dom Pérignon, che sviluppò le tecniche necessarie per il suo perfezionamento.
La caratteristica principale di questo metodo è la rifermentazione in bottiglia. Dopo una prima fermentazione, il vino viene imbottigliato con l’aggiunta di zucchero e lieviti, e quindi sigillato. Questo processo provoca una seconda fermentazione, che genera anidride carbonica, creando le bollicine. Dopo un periodo di affinamento, le bottiglie vengono posizionate a testa in giù su cavalletti, consentendo ai sedimenti di accumularsi vicino al tappo. Questa fase è seguita dal “degorgement”, in cui il collo della bottiglia viene congelato e il tappo rimosso per eliminare i residui. Infine, il vino viene rabboccato con una miscela di vino e zucchero, creando il “dosaggio” finale che influisce sul profilo gustativo del prodotto.
Metodo Martinotti (o Charmat)
Il metodo Martinotti, o Charmat, è diverso dal metodo classico e viene principalmente utilizzato per la produzione di Prosecco. In questo caso, la fermentazione avviene in autoclavi di acciaio anziché in bottiglia. Questo metodo è più veloce e consente di preservare i profumi primari delle uve, rendendolo particolarmente adatto per spumanti a base di uve aromatiche.
La fermentazione in autoclavi può durare da pochi giorni a qualche settimana e permette una maggiore efficienza produttiva, mantenendo al contempo la freschezza e la fragranza del vino. Questa tecnica è perfetta per il Prosecco, il quale è spesso caratterizzato da note fruttate e floreali.
I vitigni
Franciacorta
Franciacorta è un’area collocata nella regione della Lombardia, specificamente nel territorio collinare che si estende attorno al Lago d’Iseo. I vitigni principali utilizzati per produrre Franciacorta sono Chardonnay, Pinot Nero e, in misura minore, Pinot Bianco. Ogni varietà contribuisce a dare al vino una complessità e un equilibrio unici.
Franciacorta è conosciuta per la sua attenzione alla qualità e alla tradizione. Ci sono diverse tipologie di Franciacorta, ognuna con le proprie caratteristiche distintive:
- Franciacorta base: prodotto con uve di annate diverse, rappresenta la versione più “giovane” dello spumante.
- Franciacorta Millesimato: realizzato con uve della stessa annata, offre un profilo più coerente e complesso.
- Franciacorta Satén: caratterizzato da bollicine più morbide e setose, è ideale per chi cerca un’esperienza più delicata.
- Franciacorta Riserva: sottoposto a un periodo di affinamento prolungato, di almeno 60 mesi, che conferisce al vino una maggiore complessità e profondità.
Solo i vini prodotti in questa regione con il metodo classico possono portare l’etichetta DOCG (Denominazione di Origine Controllata e Garantita) Franciacorta, garantendo così un elevato standard qualitativo.
Prosecco
Il Prosecco è un vino spumante tipico delle regioni del Veneto e del Friuli Venezia Giulia. La varietà di uva utilizzata per produrre il Prosecco è principalmente la Glera, che conferisce al vino le sue caratteristiche fresche e fruttate. Il nome “Prosecco” non si riferisce solo al vino, ma anche al vitigno stesso, che un tempo era noto anche come Prosecco.
Il Prosecco viene prodotto principalmente utilizzando il metodo Charmat, il che significa che la fermentazione avviene in grandi serbatoi di acciaio. Questo metodo consente di preservare i profumi e le note fresche dell’uva Glera, rendendo il Prosecco un vino accessibile, ideale per aperitivi e occasioni conviviali. Tra le varie tipologie di Prosecco, troviamo il Prosecco DOC e il Prosecco Superiore DOCG, quest’ultimo prodotto in aree specifiche e con standard qualitativi superiori.
Champagne
Lo Champagne, a differenza di Prosecco e Franciacorta, è prodotto esclusivamente nella regione francese della Champagne, dove si trovano i vigneti che producono le uve necessarie. I vitigni principali utilizzati per lo Champagne sono Chardonnay, Pinot Noir e Pinot Meunier. Ognuno di questi vitigni contribuisce a dare al vino una complessità unica, con lo Chardonnay che apporta freschezza e finezza, il Pinot Noir che conferisce struttura e il Pinot Meunier che arricchisce il profilo aromatico.
Lo Champagne è noto per la sua raffinatezza e per le sue complesse note gustative. La produzione avviene rigorosamente seguendo il metodo classico, il che significa che ogni bottiglia è il risultato di un lungo processo di cura e affinamento. Esistono diverse categorie di Champagne, che variano in base alla dolcezza e al tempo di invecchiamento, tra cui il Brut, il Demi-Sec e il Rosé.