Il Verdicchio è senza dubbio il vitigno a bacca bianca più rappresentativo delle Marche, una regione italiana nota per la sua straordinaria biodiversità vitivinicola. Il suo nome deriva dalla caratteristica sfumatura verdolina degli acini, che si mantiene anche a piena maturazione, riflettendosi spesso nel vino stesso. La prima menzione documentata di questo vitigno risale al 12 gennaio 1579, ma è solo nel 1968 che il Verdicchio viene ufficialmente associato ai Castelli di Jesi, il suo territorio d’elezione.
Le origini del Verdicchio sono avvolte nel mistero. Si ipotizza che sia giunto nelle Marche con le famiglie venete che, nel Quattrocento, ripopolarono l’entroterra marchigiano dopo una devastante epidemia. Questo vitigno si è adattato perfettamente al territorio collinare dei Castelli di Jesi, situato lungo il fiume Esino, che comprende 23 comuni in provincia di Ancona e due in provincia di Macerata. Nonostante Jesi sia la città principale della zona, sorprendentemente, il suo territorio comunale è escluso dalla denominazione Doc.
La superficie vitata dei Castelli di Jesi si estende per circa 2200 ettari, spaziando da colline che si affacciano sull’Adriatico, come quelle di Morro d’Alba, fino a zone interne che offrono vini di grande finezza e longevità. I vini prodotti tra Montecarotto, Serra de’ Conti e Poggio San Marcello sono particolarmente rinomati per la loro eleganza. Nel quadrante sud dell’Esino, le etichette di San Paolo di Jesi, Cingoli e Staffolo si distinguono per la loro tipicità e freschezza.
Parlando delle differenze tra i due areali vitivinicoli, i Castelli di Jesi tendono a produrre bianchi eleganti, caratterizzati da fragranze fruttate e floreali, mentre Matelica è conosciuta per i suoi vini più rocciosi e affilati. Tuttavia, la varietà di suoli e microclimi all’interno delle stesse denominazioni contribuisce a rendere ogni vino unico, riflettendo la competenza e l’interpretazione dei produttori.
Nella guida Vini d’Italia del Gambero Rosso 2025, sono stati premiati alcuni dei migliori Verdicchio dei Castelli di Jesi, evidenziando la vitalità e l’espressività della denominazione. Ecco un elenco degli 11 vini che si sono distinti:
Ambrosia 2021 – Un classico moderno, con note di mandorla dolce, anice e agrumi canditi. La bocca è ben equilibrata, con una lunghezza sapida che sorprende.
Kochlos Riserva 2022 di Edoardo Dottori – Proveniente da vigneti ricchi di fossili marini, presenta note di limone, anice e minerali, con una struttura complessa e una beva sublime.
Franz 2021 – Questo vino si distingue per le sue note agrumate e di mandorla, con una bocca complessa e una lunga tensione sapida.
Origini 2022 di Fattoria Nanni – Un vino chiaro e raffinato, con sentori di anice e cedro, capace di regalare un sorso sapido e profondo.
Riserva Lauro 2021 – Sontuoso e complesso, questo vino si distingue per la sua espressione aromatica cristallina e un finale tridimensionale.
Riserva Rincrocca 2021 di Riccardo Baldi – Un vino intenso con sentori di limone e anice, caratterizzato da un finale salato di grande energia.
San Paolo 2021 – Offre un profilo aromatico ricco di erbe aromatiche e agrumi, con un sorso armonico e un finale caleidoscopico.
Selezione Cimarelli 2022 di Cimarelli – Un vino fragrante e vivace, con note di mandorla e fiori, che chiude in bellezza con un finale in crescendo.
Villa Bucci 2021 – Con sentori di mandorla, tiglio e camomilla, questo vino si presenta con una grande souplesse gustativa e un finale lungo.
Historical 2019 di Villa Bucci – Un esempio di eleganza, con note balsamiche e fruttate che si fondono in un finale luminoso.
Vigneto del Balluccio 2022 di Tenuta dell’Ugolino – Nonostante l’annata calda, questo vino regala una filigrana di aromi agrumati e una bocca succosa e piena.
Questi vini rappresentano non solo l’eccellenza del Verdicchio, ma anche la capacità dei produttori marchigiani di adattarsi e innovare, mantenendo viva la tradizione vitivinicola della regione. Con la continua evoluzione delle tecniche di vinificazione e una maggiore attenzione alla qualità, il Verdicchio dei Castelli di Jesi è destinato a rimanere uno dei protagonisti indiscussi del panorama vinicolo italiano.
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