Lorenzo Pasquini, 35 anni, è un giovane enologo che ha raggiunto una posizione di prestigio come wine maker di Chateau d’Yquem, uno dei vini dolci più celebri e costosi al mondo. Situato nella regione di Sauternes in Francia e parte del gruppo di lusso LVMH, questo rinomato Château si trova ora ad affrontare nuove sfide e opportunità nel mercato dei vini dolci. Cresciuto tra Roma e la Maremma, Pasquini ha sviluppato la sua passione per il vino fin da giovane, portandolo a studiare enologia a Pisa e Bordeaux. La sua carriera lo ha portato in diverse regioni vinicole, prima di tornare in Europa e lavorare in aziende prestigiose, fino ad arrivare a Chateau d’Yquem.
Con l’arrivo di Pasquini, l’attenzione su Chateau d’Yquem si è concentrata sulle sfide legate ai cambiamenti climatici. Nonostante il 2022 abbia visto temperature estremamente elevate, Pasquini ha rassicurato che, per ora, la muffa nobile, essenziale per la produzione del Sauternes, non è in pericolo. “Siamo fortunati”, ha dichiarato, evidenziando come la valle della Garonna agisca come un freno agli influssi climatici, grazie alla presenza della foresta delle Landes di Guascogna. Tuttavia, ha avvertito che il futuro è incerto e che è fondamentale monitorare le condizioni climatiche per garantire la persistenza della muffa nobile.
Nonostante l’attuale crisi del mercato del vino, Pasquini è fiducioso riguardo al futuro di Sauternes. Ha sottolineato che la sua zona ha già affrontato crisi in passato e ha trovato modi per reagire. Attualmente, il mercato dei vini dolci sta vivendo una fase di stabilità, con un aumento del valore del vino sfuso. A differenza dei vini rossi bordolesi, i Sauternes tendono a essere più orientati al consumo, rendendoli meno vulnerabili alle fluttuazioni del mercato. In Francia, i vini dolci sono consumati in diverse occasioni, come a Natale, dove è consuetudine abbinarli a piatti come il foie gras.
Per promuovere l’uso di Sauternes in contesti gastronomici inaspettati, Pasquini ha collaborato con ristoranti di prestigio, tra cui l’Osteria Francescana di Massimo Bottura. Ha identificato ristoranti che offrono Yquem al calice con piatti salati, rompendo i preconcetti e mostrando la versatilità di questo vino. Tra i suggerimenti per abbinamenti con la cucina italiana, Pasquini ha menzionato:
“Non devono essere necessariamente piatti del Nord Italia; basta trovare abbinamenti che permettano al vino di esprimere la sua complessità”, ha aggiunto.
Un altro tema cruciale per Pasquini è la sostenibilità. Chateau d’Yquem sta lavorando per ridurre l’uso di solfiti nei suoi vini, un aspetto sempre più richiesto dai consumatori. “Negli ultimi anni siamo riusciti a ridurre la quantità di solforosa a metà rispetto a venti anni fa, un passo importante per produrre vini più puri e cristallini”, ha affermato.
Parlando dell’annata 2023, Pasquini ha espresso entusiasmo, definendola la terza annata consecutiva di grande qualità per Sauternes. Questo è un segnale positivo per il futuro del vino dolce, dimostrando che, nonostante le sfide, la qualità rimane elevata. Con una carriera in continua evoluzione e una passione evidente per il vino, Lorenzo Pasquini è sicuramente un nome da tenere d’occhio nel panorama vitivinicolo internazionale.
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