La cantina Arnaldo Caprai si è affermata come un punto di riferimento nella produzione del Montefalco Sagrantino DOCG, giocando un ruolo cruciale nell’evoluzione di questo vitigno autoctono dell’Umbria. Con un fatturato di 8 milioni di euro e una produzione annua di circa 900.000 bottiglie, Caprai rappresenta oggi l’eccellenza del sagrantino, dimostrando come un vitigno antico possa diventare un simbolo di qualità e innovazione anche sui mercati internazionali.
L’inizio di questa straordinaria storia risale al 1971, quando Arnaldo Caprai, un imprenditore tessile di origini marchigiane, acquistò i suoi primi 45 ettari a Montefalco. All’epoca, il sagrantino era un vitigno poco valorizzato e quasi dimenticato, coltivato in piccole parcelle familiari e utilizzato principalmente per produrre vini passiti dolci, consumati durante le festività religiose. Tuttavia, con l’ingresso di Marco Caprai, figlio di Arnaldo, nel 1988, la cantina ha intrapreso un percorso di riscoperta e valorizzazione del sagrantino.
Marco Caprai ha subito compreso il potenziale inespresso di questo vitigno. Ha avviato un percorso di ricerca in collaborazione con l’Università di Milano, focalizzandosi sulla selezione clonale e sulla zonazione dei terreni. Questo lavoro ha portato a identificare tre cloni di sagrantino con una concentrazione polifenolica superiore:
1. “25 Anni”
2. “Cobra”
3. “Collepiano”
Questi cloni sono oggi il cuore della produzione di Caprai, contribuendo a creare vini di alta qualità.
Oltre alla selezione clonale, Marco ha introdotto tecniche innovative di vinificazione, mantenendo sempre un forte impegno verso la sostenibilità ambientale. Grazie a pratiche agricole rispettose dell’ecosistema e certificazioni che attestano il basso impatto ecologico, i 160 ettari vitati della cantina si configurano come un laboratorio a cielo aperto, dove si cerca di coniugare tradizione e innovazione.
Il sagrantino, vitigno autoctono dell’Umbria, vanta origini storiche che affondano le radici nel Medioevo. Alcuni studi suggeriscono che la sua coltivazione sia iniziata grazie all’opera di monaci francescani o commercianti orientali. La prima menzione documentata del sagrantino a Montefalco risale al 1549, attestando una tradizione vinicola che si perpetua da secoli.
Dal 2016, Marco Caprai ha collaborato con Michel Rolland, uno dei più rinomati enologi a livello internazionale, per elevare ulteriormente la qualità dei vini. Rolland ha portato la sua esperienza nel lavorare sui monovarietali della tenuta, inclusi i sagrantino, cercando di rendere i vini più armonici e riconoscibili. Utilizzando la sua tecnica di “vinificazione integrale”, Rolland ha apportato innovazioni significative al processo di produzione, migliorando ulteriormente la qualità e la complessità dei vini.
Il 2021 ha rappresentato una sfida per i viticoltori umbri, con gelate tardive che hanno ridotto le rese del 20-30%. Tuttavia, le condizioni climatiche si sono rivelate favorevoli per la raccolta delle uve di sagrantino, consentendo di ottenere vini eleganti, con tannini setosi e acidità naturale che regalano verticalità. Marco Caprai ha descritto il 2021 come un’annata di precisione, piuttosto che di potenza.
L’azienda ha anche ampliato il proprio portafoglio con la produzione di spumanti di alta qualità. Il Metodo Classico Brut, realizzato con uve di pinot nero e chardonnay provenienti da vigneti ad alta quota, ha dato vita a uno spumante elegante, con una complessità aromatica che spazia da note di agrumi a sfumature floreali.
Il “25 Anni” è l’etichetta simbolo della cantina, celebrando il quarto di secolo dell’azienda e diventando un benchmark per il sagrantino moderno. La versione 2021 di questo vino si distingue per la sua capacità di coniugare struttura e raffinatezza, con un bouquet intenso di frutti rossi e spezie dolci. Il Collepiano, invece, rappresenta una delle interpretazioni più tradizionali del sagrantino, con una vinificazione attenta che ne esalta la concentrazione aromatica.
Infine, il Montefalco Sagrantino Passito rappresenta un’affascinante espressione di questo vitigno, frutto di un processo di appassimento naturale che ne preserva le caratteristiche uniche. Con profumi di fichi secchi e cacao, questo vino dolce è un perfetto equilibrio tra dolcezza e la componente amaricante tipica della varietà, dimostrando così l’importanza di questo vitigno nella storia enologica dell’Umbria.
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