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Rita Babini guida la Fivi: il suo impegno per il riconoscimento del vignaiolo

Con un nuovo inizio al femminile, la Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti (Fivi) ha scelto Rita Babini come presidente, subentrando a Lorenzo Cesconi, che ha deciso di non ricandidarsi per dedicarsi maggiormente alla sua famiglia e alla sua azienda. Babini, una vignaiola romagnola, è già un volto noto all’interno dell’associazione, avendo ricoperto il ruolo di segretaria nazionale negli ultimi due mandati. Insieme a suo marito, gestisce con passione l’azienda agricola Ancarani, situata a Oriolo dei Fichi, nel comune di Faenza, dove coltivano uve di alta qualità per produrre vini tipici della tradizione romagnola.

La nomina di Rita Babini rappresenta un importante passo avanti per la Fivi, un’organizzazione che riunisce vignaioli indipendenti italiani e che si è sempre battuta per la valorizzazione delle piccole e medie aziende vitivinicole. La nuova presidente ha già delineato le sue priorità per il mandato, puntando su obiettivi ambiziosi e sfide significative. Tra questi, spicca il riconoscimento della figura giuridica del vignaiolo, un tema cruciale per la tutela e la valorizzazione del lavoro di chi produce vino in modo indipendente in Italia.

La figura giuridica del vignaiolo

Attualmente, in Italia non esiste una definizione giuridica ufficiale della figura del “vignaiolo”, il che porta a confusione e a un uso improprio del termine in diversi contesti. Babini ha sottolineato l’importanza di stabilire chiaramente cosa significhi essere un vignaiolo, affinché sia possibile tutelare i diritti e le specificità di questa professione. “È fondamentale che il nostro lavoro venga riconosciuto e che possiamo vivere dignitosamente di esso”, ha affermato Babini, evidenziando come questo sia solo uno degli obiettivi da perseguire.

Priorità e obiettivi della nuova presidenza

In aggiunta al riconoscimento giuridico, la neo presidente ha menzionato anche la necessità di una maggiore rappresentatività dei vignaioli all’interno dei Consorzi di tutela. Ciò è essenziale per garantire che le voci dei piccoli produttori siano ascoltate nelle decisioni che riguardano il settore vitivinicolo, spesso dominato da grandi aziende. Le priorità di Babini includono:

  1. Maggiore rappresentatività dei vignaioli nei Consorzi.
  2. Semplificazione e unificazione dei controlli alle imprese vitivinicole.
  3. Promozione di eventi significativi per il settore.

Il Consiglio della Fivi per il triennio 2025/2028 è stato rinnovato con un mix di esperienza e novità. Sono stati confermati sette consiglieri uscenti e ne sono stati eletti otto di nuovi. Questo equilibrio tra continuità e innovazione rappresenta un segnale positivo per l’associazione, che si prepara ad affrontare le sfide del futuro.

Eventi e iniziative in programma

La Fivi, sotto la guida di Babini, intende continuare a promuovere eventi di grande rilevanza per il settore. È stata confermata la partecipazione collettiva al Vinitaly, una delle fiere di vino più importanti d’Europa, che si svolgerà a Verona. Inoltre, sono previsti due eventi significativi:

  • Sabato del vignaiolo: si terrà il 10 maggio in vari territori.
  • Mercato dei vini Fivi: in programma dal 15 al 17 novembre presso BolognaFiere.

Questi eventi non solo favoriscono la conoscenza e la diffusione dei vini prodotti da vignaioli indipendenti, ma anche la creazione di reti tra produttori e consumatori.

Rita Babini, con il suo forte legame con il territorio e la sua esperienza nel settore, è pronta a portare avanti una nuova era per la Fivi. Con un approccio strategico e una visione chiara, spera di affrontare le sfide che si pongono all’orizzonte, sia a livello nazionale che europeo. La passione per la viticoltura e il desiderio di valorizzare il lavoro dei vignaioli indipendenti sarà al centro della sua presidenza, in un momento in cui il settore vitivinicolo sta vivendo trasformazioni significative.

In un mondo in continua evoluzione, il lavoro di Babini e del nuovo Consiglio sarà fondamentale per garantire che la voce dei vignaioli indipendenti venga ascoltata e che il valore della loro produzione venga riconosciuto e valorizzato. La sua leadership potrebbe quindi rappresentare un punto di svolta per il settore, contribuendo a rafforzare l’immagine del vino italiano nel panorama internazionale e a promuovere una cultura del vino che si basa su autenticità, qualità e rispetto per il territorio.

Redazione Vinamundi

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