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Nuovo studio in Spagna: i segreti del vino moderato e i suoi benefici sorprendenti

Il dibattito sui benefici e i rischi del consumo di vino è sempre attuale e spesso controverso. Recentemente, durante una conferenza stampa a Roma in vista del Lifestyle, Diet, Wine & Health Congress 2025, il professor Attilio Giacosa, presidente dell’Istituto per la ricerca sul vino e la salute (Irvas), ha presentato alcune evidenze scientifiche che potrebbero cambiare il modo in cui consideriamo il vino e la sua relazione con la salute. Secondo Giacosa, il consumo moderato di vino, se inserito in una dieta equilibrata come quella mediterranea, presenta benefici significativi rispetto a chi non consuma alcolici, ovvero gli astemi.

La ricerca scientifica ha dimostrato che il vino, se consumato con moderazione e durante i pasti, ha pari dignità rispetto ad altri alimenti salutari come frutta, noci e pesce. Questi alimenti, assieme al vino, contengono composti che possono contribuire a ridurre il rischio di malattie croniche, comprese quelle cardiovascolari e oncologiche. Giacosa sottolinea che l’assunzione di vino in quantità moderate riduce il rischio di malattie rispetto sia a chi beve eccessivamente sia a chi non consuma affatto alcol.

Un grande studio sperimentale in Spagna

Un punto centrale della conferenza è stato l’annuncio di un nuovo studio sperimentale in Spagna, che coinvolgerà circa 10.000 persone. Finora, sono 1.500 i partecipanti già reclutati. Questo studio, di tipo interventistico, si propone di esaminare le abitudini alimentari e di consumo di vino dei partecipanti nel corso degli anni, con l’obiettivo di fornire dati concreti su come il vino possa influenzare la salute. Giacosa ha affermato che questa ricerca mira a confermare quanto già emerso nei precedenti studi osservazionali, ma con un approccio più rigoroso e diretto.

La necessità di comunicare correttamente

Uno dei problemi evidenziati dal professor Giacosa è la comunicazione spesso inaccurata riguardo agli effetti del vino e dell’alcol in generale. Negli ultimi anni, il vino è stato oggetto di affermazioni prive di fondamento, creando confusione tra i consumatori. Giacosa ha paragonato il consumo di vino con quello di altri alimenti, suggerendo che, come nessuno mangerebbe mezzo chilo di Gorgonzola Dop senza un contesto equilibrato, lo stesso deve valere per il consumo di alcol.

Il concetto di “alcol zero”, promosso da enti come l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), è considerato da Giacosa come un’idea limitante. Nonostante non sia consigliato il consumo di alcol a persone con specifiche patologie, come i cardiopatici, è fondamentale riconoscere le proprietà benefiche del vino se consumato in modo responsabile. Negli Stati Uniti, ad esempio, la scienza è stata ostacolata da pregiudizi e da una mancanza di finanziamenti per ricerche sul vino, complicando ulteriormente la questione.

Il congresso di Roma e l’importanza della nutrizione

Il Lifestyle, Diet, Wine & Health Congress 2025, che si terrà all’Auditorium Antonianum di Roma, rappresenta un’opportunità per approfondire la connessione tra alimentazione, stile di vita e prevenzione delle malattie croniche. Gli esperti discuteranno l’importanza della dieta, con un focus particolare sulla dieta mediterranea, che è stata associata a una maggiore longevità e a una salute metabolica ottimale. La corretta interpretazione dei dati scientifici sarà cruciale per orientare le politiche alimentari e di salute pubblica.

Il nodo della comunicazione scientifica è fondamentale. Uno degli obiettivi del congresso è migliorare la comunicazione delle evidenze scientifiche, sottolineando che le malattie sono multifattoriali e che è errato isolare un singolo elemento, come il vino, dal contesto più ampio della salute. L’accento sarà posto su come il consumo moderato di vino possa integrarsi con altre abitudini salutari, come l’attività fisica e il sonno regolare. Il professor Giuseppe Poli dell’Università di Torino ha avvertito che è essenziale combattere lo stress ossidativo in modo olistico, poiché questo fenomeno contribuisce a molte malattie croniche.

Un vino “socialmente sostenibile”

La comunicazione riguardante il vino e la salute deve essere responsabile e informata. Sandro Sartor, presidente di Wine in Moderation, ha ribadito l’importanza di formare i cittadini riguardo a un consumo consapevole del vino. Secondo Sartor, è fondamentale che le associazioni del settore si impegnino a fornire informazioni chiare e basate su evidenze scientifiche, affinché il vino possa essere considerato un alimento socialmente sostenibile.

Il concetto di consumo moderato deve essere ben definito, facendo riferimento alle indicazioni fornite dal Ministero della Salute su tassi alcolemici e raccomandazioni specifiche. Inoltre, l’utilizzo di tecnologie come i QR code sulle etichette delle bottiglie potrebbe facilitare l’accesso a informazioni più complete e dettagliate, promuovendo una cultura della moderazione e della responsabilità.

La comunicazione chiara e precisa dei benefici del vino, se consumato con moderazione, è quindi un passo fondamentale per migliorare la percezione del vino nella società contemporanea e promuovere stili di vita più salutari.

Redazione Vinamundi

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