Negli ultimi anni, il settore vitivinicolo europeo ha affrontato sfide significative, tra cui un calo dei consumi e cambiamenti nelle preferenze dei consumatori. Per rispondere a queste difficoltà, la Commissione Europea ha presentato il “Pacchetto vino”, un insieme di misure legislative approvato il 28 marzo 2023, che mira a rilanciare l’industria del vino in Europa. Tra le novità più interessanti c’è la revisione delle denominazioni per i vini dealcolati, che saranno ora etichettati con termini più familiari, come “Alcohol free” (senza alcol) e “Alcohol light” (a bassa gradazione).
La proposta prevede che i vini con un titolo alcolometrico fino a 0,5% vol. possano essere etichettati come “Alcohol free”, mentre quelli con una gradazione superiore ma al di sotto del 30% rispetto alla media della categoria di vino potranno essere chiamati “Alcohol light”. Questa iniziativa si propone di rendere i vini dealcolati più attraenti, in particolare per mercati come i Paesi arabi e alcune nazioni africane, dove l’assenza di alcol è particolarmente apprezzata. Inoltre, la Commissione ha annunciato la semplificazione delle norme per la produzione di spumanti no-low alcol e ha aperto alla dealcolazione di vini aromatizzati, attualmente vietata.
Il “Pacchetto vino” affronta anche la questione delle autorizzazioni per nuovi impianti viticoli. Gli Stati membri potranno limitare la concessione di nuove autorizzazioni, con un blocco dell’1% annuo a livello nazionale e regionale. La durata delle autorizzazioni rimarrà triennale, ma con sanzioni per chi non le utilizza. La proposta estende la durata delle autorizzazioni per i reimpianti a otto anni e sospende le penali per chi non ne fa uso. Questo approccio mira a fornire ai produttori maggiore flessibilità nel decidere quando e cosa piantare, in base alle evoluzioni del mercato.
In un contesto di crisi differente rispetto al passato, caratterizzato da elementi congiunturali e strutturali, la Commissione Europea ha sottolineato l’importanza di fornire agli Stati membri gli strumenti necessari per garantire sviluppo e competitività alle imprese vinicole. Un altro punto significativo del pacchetto riguarda la promozione dei vini. La Commissione ha deciso di estendere da tre a cinque anni la durata delle azioni di promozione verso i Paesi terzi, aumentando anche il tasso di sostegno per i finanziamenti all’innovazione, che salirà all’80%. Questo cambiamento intende permettere alle imprese di adattarsi più rapidamente alle fluttuazioni del mercato e di rispondere meglio alla domanda.
In un’ottica di maggiore trasparenza per i consumatori, il “Pacchetto vino” prevede anche l’introduzione di un Qr code unico per l’etichettatura, che fornirà informazioni nutrizionali e sugli ingredienti. Questa iniziativa mira a evitare confusione tra le normative dei vari Stati membri e a garantire che i consumatori dispongano di informazioni chiare e accessibili.
In sintesi, il “Pacchetto vino” rappresenta un passo importante per il settore vitivinicolo europeo, cercando di rispondere a una crisi complessa e di promuovere una maggiore competitività. Con misure che vanno dalla riorganizzazione delle etichette per i vini dealcolati alla promozione del turismo del vino, la Commissione Europea intende fornire gli strumenti necessari affinché il settore possa affrontare le sfide attuali e future, trasformando le difficoltà in opportunità per un rilancio sostenibile e innovativo del vino in Europa.
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