L’Accademia Italiana della Vite e del Vino ha recentemente inaugurato il 76° Anno Accademico con un evento significativo, tenutosi ad Alba (CN) il 28 e 29 marzo. Questo incontro ha riunito esperti, accademici e protagonisti del settore vitivinicolo italiano per discutere le sfide e le opportunità attuali, con un focus particolare sull’Intelligenza Artificiale (AI) e il suo potenziale impatto sulla viticoltura. La manifestazione ha rappresentato un’importante occasione di confronto e riflessione sull’evoluzione di un settore in continua trasformazione.
Il primo giorno dei lavori è iniziato con i saluti istituzionali del Presidente dell’Accademia, Rosario Di Lorenzo, che ha sottolineato l’importanza della formazione e della ricerca nel campo vitivinicolo. Durante la cerimonia, sono stati consegnati i diplomi accademici ai nuovi membri, evidenziando il valore dell’appartenenza a una comunità di circa 600 membri, tra cui studiosi, imprenditori e divulgatori.
A chiudere la giornata è stata la prolusione di Angelo Gaja, una figura di spicco nel panorama vinicolo italiano. Con il suo intervento intitolato “Il cammino del vino italiano”, Gaja ha messo in luce le sfide del settore, dall’evoluzione delle preferenze dei consumatori alla crisi dei mercati. Le sue riflessioni hanno suscitato un vivo interesse, evidenziando la necessità di adattamento della tradizione vinicola italiana in un contesto in continua evoluzione.
Il secondo giorno è stato dedicato all’Intelligenza Artificiale e al suo utilizzo nel settore vitivinicolo. I lavori sono ripresi con saluti di benvenuto da figure chiave del comparto, come il Direttore del CREA – Viticoltura ed Enologia, Riccardo Velasco, e il Presidente del Corso di Laurea Magistrale in Scienze Viticole ed Enologiche, Luca Rolle. Questi interventi hanno messo in evidenza l’importanza della collaborazione tra istituzioni accademiche e mondo produttivo.
Le sessioni tecniche, moderati da Giulio Somma, hanno visto relatori come Luciano Ortenzi dell’Università degli Studi della Tuscia, che ha fornito un’introduzione sullo stato attuale dell’Intelligenza Artificiale. Altri esperti, come Lorenzo Comba del DISAFA, hanno approfondito le applicazioni dell’AI nella produzione vitivinicola, mentre Davide Slaghenaufi dell’Università di Verona ha discusso delle opportunità e delle sfide legate all’uso dell’AI in enologia. Un punto cruciale è stato il quadro normativo dell’AI presentato da Stefano Vergano dell’UGIVI, che ha sottolineato i rischi e le opportunità legali connesse a queste tecnologie emergenti.
La tavola rotonda, tenutasi alle 11:40, ha messo in luce le esperienze pratiche di applicazione dell’AI nel settore vitivinicolo. Esperti come Andrea Rossi dell’INRiM e Giuseppe Floridia di PARSEC hanno condiviso le loro esperienze, evidenziando le potenzialità e le sfide pratiche dell’integrazione delle tecnologie AI nelle aziende.
Nel pomeriggio, un workshop pratico ha offerto un’opportunità unica per esplorare le innovazioni digitali nella gestione del vigneto e della cantina. Moderato da Monica Pisciella dell’Associazione Le Donne del Vino, questo workshop ha presentato progetti e servizi innovativi da aziende leader nel settore, attirando l’interesse di professionisti desiderosi di ottimizzare la produzione e la gestione delle risorse.
L’Accademia Italiana della Vite e del Vino si conferma come un’istituzione di riferimento per la ricerca e l’innovazione nel settore vitivinicolo. La presenza di membri con diverse specializzazioni arricchisce il dibattito e promuove la crescita del settore. L’evento di Alba, patrocinato da enti prestigiosi come l’Università di Torino e il CREA, ha rappresentato un momento cruciale per l’evoluzione della viticoltura italiana. Con l’attenzione rivolta a come l’AI possa trasformare il settore, l’incontro ha fornito spunti preziosi per affrontare le sfide future e abbracciare le opportunità offerte dall’innovazione tecnologica.
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