La Toscana del vino: sfide e opportunità tra cambiamenti climatici e consumi in calo

La Toscana, celebre per la sua straordinaria produzione vinicola, sta dimostrando una resilienza notevole di fronte a sfide economiche e ambientali. I dati recenti mostrano che nel 2024 la superficie vitata ha superato per la prima volta i 61.000 ettari, con una stabilità nella coltivazione biologica, che conta oltre 25.000 ettari. La produzione ha raggiunto i 2,6 milioni di ettolitri, segnando un incremento di 900.000 ettolitri rispetto all’anno precedente. L’export dei vini toscani, in particolare delle Denominazioni di Origine Protetta (DOP), ha registrato un aumento del 5% in volume e del 10% in valore, confermando la solidità del marchio toscano sui mercati internazionali.

La situazione attuale del mercato vinicolo toscano

Durante l’evento PrimAnteprima a Firenze, è stata presentata questa situazione incoraggiante, parte della “Settimana delle Anteprime” del vino toscano, promossa dalla Regione Toscana e dalla Camera di Commercio di Firenze. Tuttavia, emergono anche segnali preoccupanti, come il calo dei consumi interni, che si sono ridotti del 3% per le DOP toscane, mentre le vendite di vini IGT hanno subito una flessione del 3% in volume. Questi dati evidenziano un cambiamento nei comportamenti dei consumatori, in particolare tra le fasce più giovani, sempre meno interessate al vino tradizionale.

Le esportazioni, invece, continuano a prosperare, con un aumento significativo verso i Paesi extra UE (+7%) rispetto a una crescita contenuta all’interno dell’Unione Europea (+1%). Gli Stati Uniti, la Germania e il Canada rappresentano il 54% delle consegne, con gli Stati Uniti che assorbono da soli il 33% in volume e il 40% in valore. Tuttavia, l’incertezza sui dazi imposti dall’amministrazione americana potrebbe influenzare negativamente questa tendenza. Inoltre, i cambiamenti climatici rappresentano una sfida significativa per i produttori vinicoli, costringendoli a rivedere le loro tecniche di coltivazione e gestione.

Qualità e varietà dei vini toscani

La Toscana si distingue non solo per la quantità, ma anche per la qualità dei suoi vini. Con 58 Indicazioni Geografiche riconosciute, di cui 52 DOP (11 DOCG e 41 DOC) e 6 IGT, la regione si conferma un pilastro dell’enologia italiana. I principali vitigni includono:

  1. Sangiovese – 59% della superficie vitata
  2. Merlot – 8%
  3. Cabernet Sauvignon – 6%

Il Chianti e il Chianti Classico dominano la scena, occupando rispettivamente il 41% e il 21% della superficie vitata.

Cambiamenti nei gusti dei consumatori

Anche se il mercato dell’export continua a mostrare segni di crescita, è importante considerare il cambiamento nei gusti dei consumatori. Sempre più persone si orientano verso vini spumanti e a basso contenuto alcolico, a causa di una maggiore attenzione alla salute e al benessere. Questo trend è corroborato dai dati di Ismea, che evidenziano un incremento del 13% nelle esportazioni di spumanti e una crescita del 4% per i vini fermi in bottiglia. Le vendite di vini DOP bianchi e rossi hanno visto un aumento rispettivamente del 4% e del 3% in volume.

Il profilo del consumatore di vino toscano è principalmente rappresentato da persone di età superiore ai 60 anni, con un reddito medio-alto, che risiedono nel Centro-Nord dell’Italia. Tuttavia, il mercato domestico sta vivendo una contrazione. Anche se i vini toscani DOP si sono confermati nel segmento della grande distribuzione, il valore complessivo della spesa è diminuito dell’1%.

La Toscana ha anche raggiunto e superato l’obiettivo del 25% di superficie bio fissato dal New Green Deal dell’Unione Europea, con oltre 23.500 ettari coltivati a biologico. Recentemente, la Regione ha stanziato un fondo di 11 milioni di euro per la ristrutturazione e riconversione dei vigneti, un passo importante per aumentare la competitività dei produttori.

In sintesi, la Toscana del vino si trova in un momento cruciale della sua storia, dove la qualità e la tradizione devono andare di pari passo con l’innovazione e l’adattamento alle nuove esigenze dei consumatori e ai cambiamenti ambientali. La strada da percorrere è ancora lunga, ma la determinazione e la passione dei produttori toscani rappresentano una garanzia per il futuro di questo settore vitale.

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