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La Doc Garda lancia la sfida: arriva il Garganega a 8,5 gradi per un vino low alcol innovativo

Negli ultimi anni, il panorama vitivinicolo italiano ha visto emergere nuove tendenze, e una delle più rilevanti è senza dubbio l’interesse crescente verso i vini a bassa gradazione alcolica. Anche la zona del Garda, storicamente conosciuta per la produzione di vini di qualità, sta seguendo questa corrente. Recentemente, il Consorzio del Garda Doc ha approvato una modifica significativa al proprio disciplinare, introducendo una nuova versione del Garda-Garganega con una gradazione alcolica ridotta a 8,5 gradi. Fino ad oggi, il limite minimo era fissato a 10,5 gradi, rappresentando una soglia che ora viene abbassata per rispondere alle esigenze di un mercato in evoluzione.

Obiettivi e opportunità

Il presidente del Consorzio del Garda Doc, Paolo Fiorini, ha spiegato che questa decisione è stata presa all’unanimità dal consiglio di amministrazione. L’obiettivo è chiaramente quello di intercettare un pubblico sempre più attento a prodotti con meno alcol, in linea con uno stile di vita più sano e consapevole. Sebbene i tempi per l’entrata in vigore di questa modifica siano ancora incerti, si spera che la nuova versione del Garganega possa essere disponibile già con la vendemmia del 2025.

Un trend in crescita

Questa scelta non è un caso isolato, ma si inserisce in un trend più ampio che ha già coinvolto altri consorzi vinicoli italiani, in particolare quelli veneti. Ecco alcuni esempi di vini a bassa gradazione alcolica:

  1. Prosecco: ha iniziato a sperimentare versioni con meno alcol.
  2. Pinot Grigio: anch’esso si sta orientando verso una gradazione più bassa.
  3. Nero d’Avola: in Sicilia, ci sono iniziative simili per questo vitigno.

Questa tendenza verso il “low alcohol” si sta diffondendo anche a livello internazionale, con molti produttori che cercano di rispondere a una domanda sempre più forte da parte dei consumatori.

Sfide e prospettive future

Tuttavia, non tutte le novità sono ben accolte. Un tema su cui il Consorzio del Garda Doc ha mostrato segnali di apertura è l’idea di utilizzare lattine per il confezionamento dei vini. Nonostante la disponibilità del Consorzio a esplorare questa possibilità, Fiorini ha sottolineato che la normativa attuale esclude l’uso delle lattine per le Doc. Inoltre, l’idea di sviluppare un Garda Doc a zero gradi è stata esclusa, non essendo consentita per le denominazioni di origine controllata.

In un contesto di crescente cooperazione, il Consorzio del Garda Doc si prepara a presentarsi alla fiera di Vinexpo-Wine Paris, che si svolgerà dal 10 al 12 febbraio. Questo evento rappresenta un’importante opportunità per il Consorzio, che si unisce ad altre denominazioni vicine come Bardolino, Custoza, Lugana e Valtènesi sotto l’insegna Lake Garda Wines. Questo progetto di sinergia, sebbene temporaneo, mira a creare un forte impatto visivo e promozionale, raccogliendo le forze per presentare i vini del Lago di Garda in un contesto internazionale.

Guardando al futuro, il Consorzio del Garda Doc si prepara a nuove elezioni che si svolgeranno in primavera, coincidenti con la fiera di Verona. Fiorini ha confermato che il suo mandato come presidente scadrà proprio in quei giorni, e le elezioni potrebbero avvenire in un contesto di grande attesa, data la rilevanza di eventi come il Vinitaly. Tuttavia, non si è sbilanciato su una possibile nuova candidatura, evidenziando che la decisione arriverà al momento opportuno.

In sintesi, la modifica al disciplinare per il Garganega a bassa gradazione alcolica rappresenta un passo importante per il Consorzio del Garda Doc, non solo come risposta alle esigenze del mercato, ma anche come opportunità per attrarre una nuova clientela. La sfida sarà ora quella di mantenere la qualità e l’identità dei vini del Garda, mentre si esplorano nuove frontiere e si navigano le complessità del mercato moderno.

Redazione Vinamundi

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