Categories: Il vino

Investire nel futuro: Zonin1821 punta sui vini no-low in Italia

L’interesse verso i vini dealcolati e no-low sta crescendo in modo esponenziale, soprattutto nella grande distribuzione, dove i consumatori cercano sempre più alternative ai tradizionali vini alcolici. Pietro Mattioni, amministratore delegato di Zonin1821, un rinomato gruppo vinicolo veneto, ha condiviso le sue riflessioni sul futuro di questo segmento in forte espansione. Con un incremento dei ricavi dalle vendite di vino, che nel 2024 sono passati da 195 a 210 milioni di euro, Zonin1821 si trova in una posizione privilegiata per affrontare le nuove sfide del mercato.

Nuovi prodotti e strategie di mercato

Durante il Vinitaly 2023, Zonin1821 ha lanciato due nuovi prodotti: un Limoneto Spritz e un vino dealcolato chiamato “Zero Zonin”. Secondo Mattioni, il miglioramento del gusto è stato uno degli obiettivi principali di Zonin1821 negli ultimi due anni, insieme alla definizione di un prezzo competitivo e a una distribuzione efficace. Questi fattori sono stati cruciali per consolidare la presenza dei vini no-low nelle abitudini di consumo dei clienti.

Le vendite di “Zero Zonin” hanno mostrato un buon andamento, con i principali mercati di riferimento che includono:

  1. Paesi Baltici
  2. Germania
  3. Austria
  4. Regno Unito

A partire dal 2024, l’azienda ha iniziato a distribuire i suoi vini anche in mercati strategici come Stati Uniti e Canada, dove la domanda di opzioni alcoliche più leggere è in crescita.

Un mercato in espansione

L’interesse per i vini dealcolati non è solo una tendenza passeggera. Mattioni ha osservato che la produzione potrebbe presto spostarsi anche in Italia, simile ad altri attori del settore come Schenk Italia. Attualmente, Zonin1821 sta focalizzando i suoi sforzi sulla ricerca e sviluppo per migliorare le caratteristiche organolettiche di “Zero Zonin”, garantendo così una qualità che i consumatori si aspettano. Se la domanda continuerà a crescere, l’azienda non esclude l’acquisto di macchinari per la dealcolazione, un passo che potrebbe segnare una svolta nella produzione interna.

Il 2025 si prospetta come un anno cruciale, con un trend positivo di crescita atteso grazie a una maggiore distribuzione e presenza sugli scaffali dei punti vendita. Ma chi sono esattamente i consumatori dei vini no-low? Mattioni ha sottolineato che, sebbene molti di loro siano Millennials e appartenenti alla Generazione Z, non si tratta solo di chi evita completamente l’alcol. Al contrario, molti consumatori scelgono di ridurre l’assunzione di alcolici in determinate occasioni, cercando alternative che consentano loro di godere di un’esperienza di consumo più leggera.

Opportunità per i produttori italiani

Un aspetto fondamentale per la crescita del mercato dei vini dealcolati in Italia è il recente decreto che consente finalmente la produzione di vini dealcolati nel Paese. Questo nuovo scenario permette ai produttori italiani di entrare in un mercato in espansione, evitando i costi associati alla produzione all’estero. Le aziende italiane possono ora capitalizzare su questa nuova tendenza di consumo, mantenendo la competitività a livello globale. Prima di questo cambiamento normativo, la produzione di vini dealcolati era relegata a operatori che dovevano effettuare la trasformazione in Paesi terzi, come Spagna o Germania, dove tali procedure erano già consentite.

Mattioni ha anche chiarito che i vini dealcolati non devono essere visti come una minaccia per i vini tradizionali. Al contrario, rappresentano un’evoluzione del patrimonio culturale vitivinicolo italiano, rispondendo a nuove esigenze dei consumatori. La competizione non è quindi con i vini alcolici, ma piuttosto con altre bevande analcoliche presenti sul mercato.

In Italia, l’interesse per i vini no-low sta crescendo, e questo è confermato anche dai partner della grande distribuzione. La domanda di vino dealcolato è in aumento, e ciò offre opportunità significative per il mercato domestico. Mattioni ha evidenziato che, mentre nei mercati esteri la categoria dei “Nolo wines” è prevista in crescita, anche in Italia si sta notando un cambiamento positivo.

Guardando al bilancio del 2024, Zonin1821 ha chiuso l’anno con un fatturato di circa 210 milioni di euro, mostrando una crescita organica del 10% rispetto all’anno precedente. Questo risultato è particolarmente significativo, considerando il rallentamento del settore vitivinicolo a livello globale. La solidità della struttura manageriale e commerciale di Zonin1821 ha giocato un ruolo cruciale nella crescita dell’azienda, così come le relazioni consolidate con i partner commerciali.

L’export rappresenta una parte importante dell’attività di Zonin1821, con circa l’85% dei ricavi provenienti da mercati esteri. Questo approccio diversificato consente all’azienda di non essere eccessivamente dipendente da un singolo mercato, proteggendola dalle fluttuazioni economiche e dai cambiamenti nei modelli di consumo locali. I principali mercati esteri includono gli Stati Uniti, il Regno Unito e l’Italia, con una presenza sempre più consolidata in Europa e in altre aree come l’Asia e la CIS.

La capacità di Zonin1821 di adattarsi alle nuove tendenze e di rispondere alle esigenze dei consumatori è evidente nel suo portafoglio prodotti, che continua a evolversi per soddisfare le richieste del mercato. Con la crescente attenzione verso i vini no-low, l’azienda è ben posizionata per affrontare le sfide future e per continuare a rappresentare il meglio del Made in Italy nel mondo.

Redazione Vinamundi

Recent Posts

Ecco quale birra dovresti provare in base al vino che ti piace

Ecco alcuni suggerimenti per avvicinarti al mondo della birra partendo dal vino che ami Il…

26 minuti ago

La Francia abbraccia il vino no e low alcol: boom di consumatori e nuove enoteche specializzate

Negli ultimi anni, la Francia, tradizionalmente considerata la patria del vino, sta assistendo a un…

41 minuti ago

Scopri i nostri assaggi e consigli per il Chianti Classico 2023

L’Anteprima del Chianti Classico, giunta alla sua 32a edizione, si è confermata come un evento…

41 minuti ago

L’Etna Doc: Cambria e Lunetta restano al comando, ma l’ampliamento a mille metri è escluso

Il recente rinnovo del consiglio di amministrazione del Consorzio dell'Etna rappresenta un momento cruciale per…

1 ora ago

Cignus et Leonis: scopri la nuova cantina e le sue sorprese

Un evento imperdibile si avvicina per tutti gli appassionati di vino e della Toscana: sabato…

2 ore ago

Un nuovo sistema di voto: il modello Oltrepò e il consenso delle grandi aziende

Il modello Oltrepò si distingue come un esempio di gestione associativa nel settore vitivinicolo, proponendosi…

2 ore ago