Il vino dealcolato diventa biologico: scopri il nuovo regolamento europeo

Negli ultimi anni, la domanda di vino dealcolato ha registrato un notevole incremento, spinta dalla crescente attenzione verso la salute e il benessere. Questo fenomeno ha portato a una vera e propria rivoluzione nel settore vinicolo, culminata con l’adozione di un nuovo regolamento europeo che consente ai produttori di vino di dealcolizzare i loro prodotti senza compromettere la certificazione biologica. Si tratta di una novità significativa che si inserisce in un contesto di evoluzione delle abitudini dei consumatori.

Un cambio di rotta normativo

Fino ad oggi, i produttori di vino che decidevano di rimuovere l’alcol dai loro prodotti si trovavano di fronte a un dilemma: rinunciare alla certificazione biologica o mantenere l’alcol, compromettendo così il mercato dei vini a zero gradi. Tuttavia, con la pubblicazione del nuovo regolamento sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea il 26 febbraio, e la sua entrata in vigore il 18 marzo, la situazione è cambiata radicalmente. Questo aggiornamento normativo ha introdotto criteri specifici che i produttori devono seguire per poter mantenere la certificazione bio dopo la dealcolizzazione.

Parametri di produzione per il vino biologico dealcolato

Secondo il nuovo regolamento, i produttori possono utilizzare la tecnica della distillazione sottovuoto per rimuovere l’alcol dai loro vini, a patto che le temperature non superino i 75°C. Questo è un aspetto cruciale, poiché temperature troppo elevate potrebbero alterare le caratteristiche organolettiche del vino, compromettendo il suo sapore e aroma. I requisiti tecnici includono:

  1. Temperature massime di 75°C durante il processo di dealcolizzazione.
  2. Sistemi di filtrazione con dimensione dei pori non superiore a 0,2 micron.

Questi requisiti garantiscono che il vino mantenga intatte le sue qualità organolettiche, permettendo ai produttori di offrire un prodotto che soddisfi le aspettative di qualità tipiche dei vini biologici.

La spinta tedesca verso l’innovazione

L’aggiornamento normativo è stato fortemente influenzato da pressioni esercitate da vari Stati membri dell’Unione Europea, con la Germania in prima linea nel promuovere questa nuova regolamentazione. Secondo quanto riportato da Drinks Business, Cem Özdemir, il ministro tedesco dell’Agricoltura, ha definito questo cambiamento “una buona giornata per i viticoltori biologici e per tutti coloro che desiderano gustare vino biologico senza alcol”. Özdemir ha sottolineato l’importanza di questo passo avanti, evidenziando come la possibilità di produrre vino biologico dealcolato rappresenti un’opportunità sia per i produttori che per i consumatori che cercano alternative salutari senza compromettere la qualità.

Il mercato dei vini dealcolati in espansione

Negli ultimi anni, il mercato dei vini dealcolati ha visto una crescita esponenziale. Secondo recenti analisi di mercato, la domanda di vini a basso contenuto alcolico e senza alcol è aumentata del 30% nel solo 2022. Questo trend è particolarmente evidente tra le generazioni più giovani, che tendono a privilegiare scelte alimentari più sane e sostenibili. La possibilità di avere a disposizione vini biologici dealcolati potrebbe ulteriormente incentivare questo mercato in espansione.

La combinazione di vino biologico e dealcolato si sta dimostrando un’ottima opportunità per i produttori che vogliono rispondere a una domanda sempre crescente di prodotti che rispettano l’ambiente e la salute dei consumatori. Molti produttori italiani, in particolare, stanno investendo in questa direzione, sperando di conquistare una fetta di mercato che promette di crescere ulteriormente nei prossimi anni.

Nonostante le buone notizie, ci sono anche sfide da affrontare. I produttori dovranno adattare i loro processi e investire in tecnologie adeguate per rispettare i nuovi parametri di produzione. Inoltre, sarà fondamentale educare i consumatori riguardo alla qualità dei vini biologici dealcolati, affinché possano riconoscere il valore di questi prodotti e non considerarli semplici sostituti dei vini tradizionali.

L’industria vinicola si trova quindi di fronte a un bivio: da un lato, la necessità di innovare e rispondere a richieste di mercato in continua evoluzione, dall’altro il mantenimento di standard di qualità che fanno parte della tradizione vinicola europea. La sfida sarà quella di trovare un equilibrio tra innovazione e tradizione, garantendo che i vini biologici dealcolati mantengano la loro autenticità e il loro fascino.

Con il nuovo regolamento, l’Unione Europea segna un passo importante verso un futuro in cui il vino biologico dealcolato possa diventare una realtà consolidata. Sarà interessante osservare come i produttori reagiranno a queste nuove opportunità e come il mercato dei vini senza alcol si evolverà nei prossimi anni. Mentre i consumatori continuano a cercare opzioni più salutari e sostenibili, il vino biologico dealcolato potrebbe rappresentare un’ottima soluzione per chi desidera godere del piacere di un buon bicchiere di vino, senza compromettere il proprio stile di vita.

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