In un panorama vinicolo in cui il consumo di vini rossi sta vivendo una fase di stagnazione, emergono realtà che, grazie alla qualità e alla distintività, riescono a farsi notare. È il caso del Nizza Docg, che rappresenta il vertice qualitativo della Barbera d’Asti e del Monferrato. Nel 2024, questa zona ha registrato una crescita del 5% nel numero di bottiglie vendute rispetto al 2023, raggiungendo un totale di 1.093.892 bottiglie e un fatturato di 30 milioni di euro, di cui il 55% proviene dall’export, prevalentemente nel settore Horeca. Questi risultati testimoniano un trend positivo che perdura dal 2014, anno del riconoscimento della Denominazione di Origine Controllata e Garantita (Docg).
L’Associazione Produttori del Nizza, guidata da Stefano Chiarlo, ha recentemente riunito oltre 100 professionisti del settore a Nizza Monferrato per una degustazione di 70 vini, tutti in fase di lancio per il mercato nel 2025. Durante questo evento, i partecipanti hanno potuto valutare le vendemmie, con un focus particolare sulla 2022, un’annata che ha sorpreso per la sua equilibratura, nonostante le sfide climatiche di un anno caldo e siccitoso.
L’Associazione, attiva dal 2002, si dedica a custodire e valorizzare il Nizza Docg, un’eccellenza del Barbera prodotta in un’area di 18 comuni nel cuore del Monferrato. Attualmente conta 92 membri e lavora per consolidare l’identità del vino e del suo territorio, mirando a posizionarlo tra le grandi denominazioni italiane sia in Italia che all’estero.
La vendemmia 2022 ha mostrato qualità eccezionale. Nonostante le difficoltà legate al clima, il vitigno Barbera ha dimostrato grande adattabilità, producendo vini colorati, ricchi, sapidi e strutturati. Le caratteristiche di questa annata si riflettono in un equilibrio tra freschezza e complessità gustativa, con gradazioni zuccherine medio-alte che conferiscono al vino una piacevole rotondità.
Inoltre, il Nizza Riserva 2021 ha riscosso ampio consenso durante le degustazioni. Questa annata è stata definita una delle più eccezionali mai prodotte nella denominazione, grazie alla sua struttura rilevante e all’equilibrata acidità, che si sposa perfettamente con un bouquet olfattivo ricco e complesso. Gabriele Gorelli, Master of Wine, ha sottolineato che l’unicità del Nizza non risiede solo nel suo territorio, ma anche nel suo stile distintivo.
Il Nizza Docg non è solo vino, ma rappresenta un patrimonio culturale e tradizionale del Monferrato, visibile anche nelle pratiche vitivinicole sostenibili adottate dai produttori. Questi ultimi si stanno orientando sempre più verso metodi di produzione che rispettano l’ambiente e valorizzano le risorse locali, contribuendo a una viticoltura responsabile e sostenibile. Questa attenzione alla sostenibilità non solo preserva il territorio, ma garantisce anche la qualità dei vini, un aspetto sempre più apprezzato dai consumatori.
In un mercato globale in continua evoluzione, il Nizza Docg si prepara ad affrontare le sfide future con un forte senso di identità e un impegno collettivo verso l’eccellenza. Mentre i produttori continuano a collaborare, l’obiettivo rimane quello di affermare il Nizza Docg come un punto di riferimento per i vini di alta qualità, sia in Italia che a livello internazionale. La combinazione di tradizione, innovazione e un forte legame con il territorio rappresenta la chiave per il successo futuro di questa denominazione.
Con oltre un decennio di crescita e sviluppo alle spalle, il Nizza Docg è pronto a scrivere il prossimo capitolo della sua storia, continuando a sorprendere e affascinare gli amanti del vino di tutto il mondo. La strada è tracciata e, con un focus sulla qualità e sull’identità, il futuro sembra luminoso per questa eccellenza del Monferrato.
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