Cucina

I migliori vini da servire per il brunch della domenica

Il brunch della domenica è diventato ormai qualcosa di essenziale: un buon modo per cominciare la giornata, una scusa per alzarsi tardi e passare a una colazione abbondante e, nel caso siate reduci da notti brave alcoliche, è l’occasione per rivivere con gli amici le tappe della serata precedente.

Quando è nato il brunch e i vini da abbinare

Il brunch dunque, oltre ad essere l’unione delle parole breakfastlunchè una colazione tardiva che si prolunga fin oltre il pranzo, con piatti dolci e salati da condividere.

Foto | Unsplash @Brooke Lark – Vinamundi.it

Nato nella campagna inglese di fine Ottocento come una sorta di buffet servito prima delle battute di caccia, oggi il brunch è entrato a far parte della nostra quotidianità.

E noi italiani ci siamo portati dalla colazione il caffè, gli yogurt, la frutta, mentre dal pranzo ci siamo portati i piatti salati e soprattuto il vino.

A seconda di cosa avete intenzione di portare in tavola, ecco qualche suggerimento sugli abbinamenti da metà mattinata: vini da colazione e da pranzo, freschi e dissetanti, gastronomici e conviviali.

Dunque per iniziare è meglio partire dal basso, soprattutto se si fa riferimento al grado alcolico: se si comincia il brunch dal dolce non c’è abbinamento più riuscito del Moscato d’Asti della Cantina Bera che, se servito ghiacciato, la sensazione di dolcezza si attenua mettendo in evidenza sale e acidità di un moscato aromaticissimo, ma mai stucchevole.

Chi invece predilige il salato, per mantenersi su un contenuto d’alcol limitato può optare per l’Aqvarello, una piquette frutto dell’alluvionamento delle vinacce di Sangiovese, frutta e bollicine a soli 7,5 gradi.

Per gli amanti delle bollicine

Se il brunch è leggero e poco impegnativo, impossibile non pensare al Prosecco, magari un Asolo DOCG Extra Dry, che con le sue note di pera e fiori bianchi, la spuma briosa e una punta di dolcezza, si presta per accompagnare tanto piatti semidolci che piatti salati.

Foto | Unsplash @CorinaRainer

Vale la pena ricordare che “extra dry”, al contrario di quanto si pensa comunemente, non vuol dire “extra secco”, ma indica una componente zuccherina nel vino, solitamente tra i 12 e i 17 grammi di zucchero per litro.

Per un palato più raffinato, e un brunch più ricco, magari con qualche pietanza a base di pesce, ci serve il supporto di uno spumante Metodo Classico.

Ad esempio, un Franciacorta Brut, Blanc de Blanc o a prevalenza Chardonnay se il pasto è più leggero, Rosé o comunque a base Pinot Nero, se si parla di un brunch con qualche portata a base di carne.

Per chi ama il classico e non vuole sbagliare, niente di meglio che un calice di Champagne di qualità: la bollicina fine ed elegante, l’acidità spiccata e la texture ricca lo rendono perfetto per accompagnare praticamente qualunque portata.

Scegliamo una bottiglia giovane, minerale e sapida, con aromi di limone e frutta gialla (pesca, albicocca…), per accompagnare portate più semplici, come Croque Monsieurcroissant, panini semidolci, formaggi freschi, affettati, crudité di pesce.

Ci sposteremo invece nella Valle della Marna, o sulle Montagne di Reims, e preferiremo una bottiglia con qualche anno di più alle spalle, per quei brunch che prevedono portate più complesse e articolate, ad esempio con salse cremose, torte salate al salmone affumicato o carni arrostite.

Vini bianchi fermi per un brunch perfetto

Se invece gli spumanti non sono la vostra passione, possiamo parlare di bianchi fermi: il rosso, con la sua struttura e i suoi tannini, rischia di essere troppo invadente.

Foto | unsplash @christineisakzhanovs

Consigliamo dunque vini fruttati, acidi ma ricchi, di buon corpo e meglio se leggermente dolci, di modo che possano accompagnare le diverse portate e reggere tanto il dolce quanto il salato.

Se la prevalenza di portate è dolce, consigliamo un vino abboccato e aromatico, come un Gewurztraminer o un Pinot Gris in stile alsaziano, ricchi, untuosi, leggermente dolci ma mai stucchevoli.

Per un brunch con prevalenza di portate salate, e magari più impegnative a base di carne, suggeriamo un vino bianco macerato, magari affinato in anfora, come i vini bianchi friulani della zona del Carso: una Malvasia o una Vitovska in stile “orange wine” saranno l’accompagnamento ideale!

Una chicca, provata recentemente proprio a un brunch gourmet, è stato un bianco piemontese a base Marsanne e Roussanne, due uve tipiche della zona del Rodano, in Francia: un vino con note di legno da affinamento in barrique perfettamente integrate nella frutta gialla matura, sentori balsamici di mentolo, erbe aromatiche e dalla texture ricca e cremosa.

Giulia De Sanctis

Laureata in Comunicazione e Valorizzazione del Patrimonio Artistico Contemporaneo, collaboro attivamente con riviste e testate web del settore culturale, enogastronomico, tempo libero e attualità.

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