Il vino

Glou-Glou, la storia dell’onomatopea legata al vino

Negli ultimi anni, il mondo del vino ha assistito a un’interessante evoluzione linguistica con l’introduzione dell’aggettivo “glou-glou” per descrivere particolari caratteristiche dei vini. Questo neologismo ha una storia intrigante e rappresenta una svolta nella terminologia vinicola. Ecco un’approfondita esplorazione di questa evoluzione.

L’origine di glou-glou: un’onomatopea ludica

Originariamente, “glou-glou” era semplicemente un’onomatopea, una parola che imita i suoni associati a una determinata azione. In questo caso, l’azione era l’atto di versare il vino, il suono del quale può essere descritto come un “glou-glou”. Questo termine ha radici francesi ed è stato utilizzato per secoli in un contesto informale e spesso scherzoso.

Un aggettivo per i vini: glou-glou come descrittore serio

La trasformazione di “glou-glou” da onomatopea a aggettivo è una tendenza recente nel mondo del vino. Questo cambiamento è iniziato in Francia, dove alcuni esperti di vino hanno iniziato a utilizzare l’aggettivo “glou-glou” in modo più formale per descrivere specifiche caratteristiche dei vini rossi.

Le qualità dei vini glou-glou

Un vino “glou-glou” oggi si riferisce a un vino giovane, fresco e soprattutto piacevole da bere. Questi vini sono caratterizzati da:

Bevibilità: un vino “glou-glou” è estremamente bevibile. Questo significa che è leggero, fresco e scorrevole, e può essere consumato senza sforzo. La sua freschezza e acidità equilibrata lo rendono una scelta ideale per una bevuta rilassante.

Giovinezza: i vini “glou-glou” sono spesso giovani, il che significa che non hanno subito un invecchiamento prolungato in bottiglia o in legno. Questo contribuisce alla loro freschezza e al loro carattere fruttato.

Freschezza: la freschezza è una caratteristica chiave dei vini “glou-glou”. Questi vini presentano spesso una vivace acidità e un profilo aromatico fruttato che li rende rinfrescanti e invitanti.

Limitazioni dell’uso di glou-glou

Al momento, l’aggettivo “glou-glou” è principalmente associato ai vini rossi. Questo perché le caratteristiche di bevibilità e freschezza sono più spesso riscontrate nei vini rossi giovani, come quelli prodotti nella regione del Beaujolais in Francia, in particolare quelli a base di uva Gamay.

Diffusione internazionale

L’uso di “glou-glou” come aggettivo per descrivere i vini si è diffuso al di fuori dei confini francesi. Critici e appassionati di vino in tutto il mondo stanno adottando questo termine per identificare e celebrare i vini che incarnano queste caratteristiche. L’aggettivo è diventato un modo accattivante per indicare vini che promettono una bevuta piacevole e senza complicazioni.

I vini glou-glou

Il processo di produzione di vini “glou-glou” coinvolge spesso l’uso di varietà d’uva a buccia sottile, come il Gamay, e pratiche come la macerazione carbonica per enfatizzare le caratteristiche fruttate e minimizzare i tannini. Nonostante l’immagine giocosa associata a “glou-glou,” questi vini possono comunque riflettere il terroir in cui sono cresciute le uve.

Cosa c’entra il vino naturale

Il movimento del vino naturale ha contribuito all’aumento della popolarità di “glou-glou”, poiché questi vini sono accessibili e pensati per essere gustati senza la necessità di abbinamenti gastronomici complessi o descrizioni tecniche. Il termine “glou-glou” è diventato un mantra nel mondo del vino naturale e ha ispirato enoteche, negozi di vino e marchi. Tuttavia, c’è anche il dibattito sulla standardizzazione del profilo di sapore dei vini “glou-glou” e il rischio di perdere la diversità e l’individualità dei vini naturali.

Immagine | pexels @grapethings vinamundi.it

Jenny Lefcourt, un’importatrice di vino esperta e sostenitrice del vino naturale negli Stati Uniti, ha recentemente partecipato a una degustazione a La Dive Bouteille, la più grande esposizione di vino naturale al mondo. Vent’anni fa, la manifestazione era molto più piccola, ma ha segnato l’inizio del trendi di questi vini leggeri e piacevoli, che sono diventati un elemento chiave nella cultura del vino naturale.

Il termine “glou-glou” cattura l’idea di vini che scorrono fluidamente e piacevolmente, quasi come se si stessero bevendo da soli. È un termine giocoso e attraente che riflette l’energia del movimento del vino naturale, che è spesso visto come una deviazione dall’austerità delle tradizioni vinicole più convenzionali.

Qualche esempio di vino glou-glou

  1. Beaujolais: come abbiamo detto, questa regione in Francia è considerata il luogo di nascita del vino “glou-glou”. I vini Beaujolais Nouveau sono un classico esempio, ma anche i vini della regione Beaujolais-Villages sono noti per la loro leggerezza e freschezza, con il caratteristico vitigno Gamay.
  2. Côtes du Rhône: alcuni vini della regione delle Côtes du Rhône in Francia, in particolare quelli fatti principalmente con il vitigno Grenache, possono essere descritti come “glou-glou”. Sono vini fruttati, facili da bere e ideali per il consumo quotidiano.
  3. Vino Verde: questo vino bianco proveniente dal Portogallo è noto per la sua acidità vivace, il basso contenuto alcolico e il carattere rinfrescante. È spesso associato a momenti estivi e cene all’aperto.
  4. Lambrusco: questo vino frizzante dell’Emilia-Romagna in Italia è un classico esempio di vino “glou-glou”. È leggero, fruttato e ideale da sorseggiare in compagnia.
  5. Vini pet-nat: i vini petillant naturel, abbreviati spesso in “pet-nat”, sono vini spumanti naturali ottenuti da fermentazione naturale. Sono spesso freschi, leggermente effervescenti e piacevolmente frizzanti.
  6. Vini rosati secchi: molti vini rosati, in particolare quelli provenienti dalla Provenza in Francia, sono leggeri, secchi e facilmente bevibili, ideali per il consumo estivo.

C’è chi si spinge oltre

Questo fenomeno, che forse fino adesso era sconosciuto ai più, è in realtà così in voga da aver persino suscitato l’interesse di grandi aziende di bevande. Come Anheuser-Busch, dove cercano di capire come adattare il concetto ai loro prodotti, come la birra. Questo dimostra quanto il termine sia diventato influente e rilevante al di fuori dei circoli tradizionali del vino naturale.

Tuttavia, c’è una nota di ironia nel cercare di applicare un approccio aziendale di alto livello al concetto di “glou-glou”, poiché questo potrebbe essere interpretato come un eccessivo razionalismo in un mondo del vino spesso basato sull’esperienza e sull’emozione. Alcuni sottolineano che il vino è, in ultima analisi, una bevanda legata alla sensualità e alla spontaneità, e cercare di intellectualizzarlo troppo potrebbe essere fuori luogo.

In conclusione, “glou-glou” rappresenta un esempio affascinante di come la lingua del vino continui a evolversi e ad adattarsi alle tendenze e alle preferenze dei consumatori. Oltre a essere un suono divertente che il vino fa quando viene versato, è diventato un aggettivo che sottolinea la gioia di bere un vino giovane, fresco e delizioso. Ecco perché sempre più appassionati di vino si uniscono al coro di coloro che amano il “glou-glou”.

Alessia Manoli

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