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Emilia Romagna porta il vino a tavola con Massimo Bottura e Carlo Cracco a Vinitaly 2025

L’Emilia Romagna, culla della gastronomia italiana e simbolo della “Food Valley”, si prepara a raccontare la sua ricca tradizione vinicola a Vinitaly 2025, il salone internazionale dedicato al vino che si svolgerà a Verona dal 6 al 9 aprile. Quest’anno, l’accento sarà posto sull’incontro tra vino e gastronomia, un connubio che da sempre caratterizza la cultura culinaria italiana, rappresentando un ponte tra tradizione e innovazione.

l’emilia romagna in vetrina

Nel corso di questa edizione, l’Emilia Romagna porterà in fiera non solo i suoi vini, ma anche una selezione dei suoi prodotti gastronomici più emblematici. La regione vanta ben 44 prodotti a denominazione di origine protetta (DOP) e indicazione geografica protetta (IGP), nonché 20 Presìdi Slow Food e 400 prodotti agroalimentari tradizionali. Tra le eccellenze spiccano il Parmigiano Reggiano, il Prosciutto di Parma, e l’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena, tutti simboli di una qualità artigianale e di un legame profondo con il territorio.

protagonisti della gastronomia

Un ruolo di primo piano a Vinitaly 2025 sarà riservato a Massimo Bottura, chef pluristellato e riconosciuto come uno dei migliori al mondo. Bottura festeggia quest’anno il 30° anniversario della sua Osteria Francescana di Modena, un ristorante che ha saputo unire l’alta cucina alla tradizione locale. Durante il salone, Bottura presenterà una serie di piatti iconici, realizzati in collaborazione con i vini emiliano-romagnoli, come:

  1. “Cacio e Pere”
  2. “Beautiful, psychedelic, spinpainted cotechino”

Questi piatti non solo celebrano la sua creatività, ma anche il patrimonio culinario della regione.

Accanto a Bottura, ci sarà Carlo Cracco, un altro chef stellato che ha deciso di investire nel settore vitivinicolo con la sua cantina Vistamare a Santarcangelo di Romagna. Cracco, insieme alla moglie Rosa Fanti, rappresenta l’attrattiva imprenditoriale della regione, dimostrando come la gastronomia e la viticoltura possano intrecciarsi in modi sorprendenti.

il futuro del vino emiliano-romagnolo

Il vino dell’Emilia Romagna si distingue per la sua ricchezza e varietà, con 30 vini a denominazione di origine, tra cui 19 DOC e 2 DOCG, prodotti su oltre 52.000 ettari di vigneti. La produzione è stimata per il 2024 a 6,65 milioni di ettolitri, segnando un incremento dell’8,4% rispetto all’anno precedente. Inoltre, l’export di vini emiliano-romagnoli ha raggiunto un valore di 464,5 milioni di euro, con un incremento dell’0,6% rispetto al 2023. Questi dati evidenziano non solo la qualità dei vini, ma anche l’importanza strategica che il settore assume per l’economia regionale.

Alessio Mammi, Assessore all’Agricoltura della Regione Emilia-Romagna, ha sottolineato il legame tra vino e identità territoriale, evidenziando come il vino rappresenti un elemento chiave per la promozione del territorio. Con un investimento di 21 milioni di euro previsto per il 2025, la Regione intende sostenere le cantine, promuovere la ristrutturazione dei vigneti e rafforzare le attività di marketing a livello nazionale ed internazionale.

Roberta Frisoni, Assessore al Turismo della Regione, ha messo in evidenza l’importanza della “Food Valley” come prodotto turistico. La regione, infatti, non è solo un luogo di produzione enogastronomica, ma anche una meta turistica che attrae oltre mezzo milione di visitatori all’anno, molti dei quali stranieri. La combinazione di vino, cucina e cultura crea un’esperienza autentica e immersiva che invita i turisti a scoprire le tradizioni locali, i processi produttivi e la calda ospitalità degli emiliani.

In un contesto in cui il vino sta affrontando sfide significative, tra cui la necessità di promuovere un consumo responsabile e sostenibile, l’Emilia Romagna si propone come un modello da seguire. La strategia regionale si concentra sulla valorizzazione della biodiversità e sull’identità del vino italiano, con l’obiettivo di garantire un futuro prospero per il settore vitivinicolo.

Vinitaly 2025 rappresenta, quindi, non solo un palcoscenico per i vini emiliani, ma anche un’opportunità per celebrare la cultura gastronomica italiana e il suo legame indissolubile con il territorio. Con la partecipazione di chef rinomati come Bottura e Cracco, la fiera promette di essere un appuntamento imperdibile per tutti gli appassionati di vino e gastronomia, un momento di incontro e convivialità che riflette i valori fondamentali della tradizione culinaria italiana.

Redazione Vinamundi

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