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Dealcolati: il successo sorprendente a Wine Paris e il ritorno del sorriso nel settore vinicolo

Dal 10 al 12 febbraio, Parigi ha ospitato la sesta edizione di Wine Paris, un evento che ha radunato 5300 cantine provenienti da tutto il mondo, con una significativa rappresentanza italiana di oltre 1200 produttori. Questo rappresenta un incremento del 74% rispetto all’edizione del 2024. In un momento di grande fermento per il settore vitivinicolo, abbiamo avuto l’opportunità di incontrare Rodolphe Lameyse, direttore di Vinexposium, l’ente organizzatore della fiera, per fare il punto sulla manifestazione e sul futuro del vino.

Lameyse, visibilmente soddisfatto nonostante la stanchezza, ha condiviso le sue impressioni su questa edizione. “Ciò che mi ha colpito di più è stato il sorriso delle persone in fiera. Non era scontato, considerando il contesto ambientale, politico ed economico che stiamo vivendo. Ho percepito un genuino ottimismo; l’atmosfera nel mondo del vino è stata un segno di speranza e resilienza. La comunità del vino è pronta a rilanciare e affrontare le sfide future.”

Difficoltà e opportunità

Tuttavia, non sono mancati alcuni problemi da affrontare. “Abbiamo avuto difficoltà all’ingresso nei primi giorni a causa di un’affluenza superiore alle aspettative. Questo è un aspetto su cui dobbiamo lavorare, affinché tutti possano entrare e uscire senza problemi,” ha spiegato Lameyse. Gli organizzatori hanno preso nota delle criticità per garantire un’esperienza migliore nelle prossime edizioni.

Uno degli aspetti più discussi della fiera è stato il padiglione dedicato ai vini dealcolati. “Devo confessare che il secondo giorno eravamo già a corto di campioni da far assaggiare,” ha rivelato Lameyse. “Ci siamo dovuti attivare per recuperare vini da altre aree. È un segno che il settore si sta rinnovando, e sebbene io stesso non sia un amante dei vini dealcolati, riconosco che rappresentano un segmento di mercato in crescita e che attirano l’attenzione dei giovani consumatori.” Lameyse ha sottolineato l’importanza di presidiare questo segmento, pur riconoscendo che la qualità media dei vini assaggiati non fosse all’altezza delle aspettative.

L’evoluzione del mercato del vino

Ma ci si deve preoccupare dell’ascesa dei vini dealcolati? “Credo che ci sarà un aumento della loro presenza nelle prossime edizioni. Attualmente c’è molto interesse e curiosità intorno a questo fenomeno, ma non possiamo dimenticare che potrebbe essere solo una fase. Qualcuno ricorda i raw wines di qualche anno fa? Ora se ne parla poco,” ha commentato, evidenziando come il mercato del vino abbia cicli di vita e tendenze che si evolvono nel tempo.

Riflettendo su come la fiera si sia evoluta nel tempo, Lameyse ha ricordato che cinque anni fa, dopo una deludente edizione a Bordeaux, molti consideravano Vinexpo spacciato. “Quando sono arrivato, sembrava che fossimo destinati al fallimento. Ma con il trasferimento a Parigi e alcuni accorgimenti, siamo riusciti a riportare l’attenzione sul nostro evento,” ha affermato con orgoglio.

Uno dei punti di forza di Wine Paris è il suo approccio multidimensionale. “Siamo più di una semplice fiera trade; abbiamo lavorato attivamente sulle lobby del vino, sul piano politico, oltre a offrire contenuti di alta qualità, come convegni e masterclass,” ha spiegato Lameyse. “Le cantine apprezzano questo approccio, riconoscendo che non possiamo essere paragonati ad eventi come quelli di Verona o Düsseldorf. Vogliamo andare oltre la mera vendita di prodotto: Wine Paris deve avere il potere di influenzare e attrarre attenzione.”

Sfide future e prospettive

Tuttavia, esiste una certa preoccupazione per la percezione di una mancanza di connessione tra la fiera e la città di Parigi. “Dobbiamo cercare di coinvolgere di più i giovani,” ha sottolineato Lameyse. “Non possiamo fare il lavoro per altri, ma dobbiamo stimolare l’interesse verso la fiera e i suoi temi. Creare contenuti significativi è fondamentale. Un esempio è stato il convegno sul consumo di vino da parte della generazione Z, organizzato dall’istituto di vino californiano, che ha riscosso un enorme successo.”

Parlando della situazione attuale del settore vinicolo, Lameyse ha evidenziato come la stabilità politica e le legislazioni in continua evoluzione in Francia rappresentino una sfida. “C’è una certa depressione, ma credo che sia solo una fase. Le crisi e le ripartenze fanno parte del ciclo economico. Ci saranno certamente cantine in difficoltà e alcune scompariranno, ma chi saprà fare qualità e marketing avrà la meglio.”

Infine, Lameyse ha condiviso la sua visione per il futuro del vino in Francia, evidenziando le regioni che stanno prosperando, come la Loira, con varietà come il Chenin Blanc e il Pinot Noir, e l’Alsazia. Al contrario, Bordeaux sta affrontando delle difficoltà, anche se i feedback di quest’anno sono stati più positivi rispetto all’anno precedente. “Il piano di espianti funzionerà; ci sarà un nuovo equilibrio e ripartiremo più forti di prima,” ha concluso, portando un messaggio di speranza e resilienza per il futuro del settore vinicolo.

Redazione Vinamundi

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