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Dazi USA: impatto da 323 milioni di euro e tre mila buyer pronti a Vinitaly

Il settore vinicolo italiano si trova in un momento cruciale, con l’industria che si prepara per la 57ma edizione di Vinitaly, in programma a Verona dal 6 al 9 aprile. Questo evento arriva dopo l’annuncio del presidente statunitense Donald Trump riguardo all’imposizione di dazi sui vini europei, una decisione che potrebbe avere conseguenze devastanti per il mercato italiano. Secondo le proiezioni dell’Unione Italiana Vini (UIV), il settore potrebbe subire perdite annuali pari a 323 milioni di euro a causa di un dazio del 20% sulle esportazioni verso gli Stati Uniti.

impatto dei dazi sul mercato italiano

Lamberto Frescobaldi, presidente di UIV, ha dichiarato: “Con i sanguinosi dazi americani, il mercato dovrà tagliare i propri ricavi di 323 milioni di euro all’anno, pena l’uscita dal mercato per buona parte delle nostre produzioni.” Frescobaldi ha sottolineato l’importanza di un accordo tra le aziende vinicole italiane e gli importatori americani, al fine di condividere gli oneri economici senza gravare sui consumatori finali.

Inoltre, è cruciale considerare la possibilità di un’escalation delle tensioni commerciali tra Stati Uniti ed Europa. Frescobaldi ha evidenziato che l’accoglimento della proposta del ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, di escludere gli alcolici dalle dispute commerciali potrebbe rappresentare una salvaguardia per il settore vinicolo, evitando conflitti commerciali più ampi.

partecipazione a vinitaly

Nonostante le preoccupazioni, la partecipazione di oltre tremila buyer americani a Vinitaly rappresenta un segnale positivo per il settore. Adolfo Rebughini, direttore generale di Veronafiere, ha affermato: “La presenza degli operatori statunitensi è una notizia incoraggiante per le aziende e per Vinitaly.” Questo afflusso di buyer proviene principalmente da stati come Texas, California e New York, regioni con una forte domanda di vini italiani.

Tuttavia, l’analisi dell’Osservatorio UIV rivela che il 76% delle 480 milioni di bottiglie italiane spedite lo scorso anno verso gli Stati Uniti si trova in una “zona rossa”, con un’esposizione al rischio superiore al 20%. Le varietà più colpite includono:

  1. Moscato d’Asti
  2. Pinot Grigio
  3. Chianti Classico
  4. Vini rossi toscani

In totale, si stima che ben 364 milioni di bottiglie, per un valore superiore a 1,3 miliardi di euro, siano a rischio, rappresentando il 70% dell’export italiano verso gli Stati Uniti.

strategie per il futuro

Il segretario generale di UIV, Paolo Castelletti, ha messo in evidenza che l’Italia affronta due fattori di rischio principali rispetto ai concorrenti europei. In primo luogo, l’esposizione netta sul mercato statunitense è più alta; il 24% del valore totale dell’export italiano è destinato agli Stati Uniti, rispetto al 20% della Francia e all’11% della Spagna. In secondo luogo, l’Italia ha una lista di prodotti più sensibili sul mercato americano, sia in termini di esposizione che di prezzo medio. Solo il 2% delle bottiglie italiane vendute negli Stati Uniti è considerato vino di lusso, mentre l’80% si colloca nella fascia di prezzo “popular”, con un costo medio di poco superiore ai 4 euro al litro.

Queste statistiche evidenziano l’importanza di trovare soluzioni innovative per mitigare l’impatto dei dazi. UIV suggerisce che la responsabilità di affrontare il calo dei ricavi debba essere distribuita lungo tutta la filiera, dalla produzione fino agli importatori e distributori. Questo approccio potrebbe contribuire a mantenere l’attuale struttura dei prezzi e garantire che i produttori italiani possano continuare a competere sul mercato statunitense.

In questo contesto, Vinitaly rappresenta una piattaforma cruciale per il settore vinicolo italiano, offrendo alle aziende l’opportunità di incontrare buyer americani e stabilire relazioni commerciali fondamentali per il futuro delle esportazioni di vino italiano. La manifestazione non solo mette in risalto la qualità dei vini italiani, ma offre anche un’importante occasione di networking e dialogo tra produttori, importatori e distributori.

In attesa di ulteriori sviluppi sulla questione dei dazi, il settore vinicolo italiano si sta preparando per un Vinitaly che, nonostante le sfide, si preannuncia come un’importante vetrina per il made in Italy nel mondo. Con la speranza che il dialogo tra Europa e Stati Uniti possa portare a una risoluzione favorevole, le aziende vinicole italiane si preparano a far sentire la loro voce in questo delicato momento storico.

Redazione Vinamundi

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