Il vino

Così riconosci il vero Prosecco, ecco cosa devi controllare

Se ami il Prosecco ma temi sempre di non prendere quello originale, scopri quali dettagli della bottiglia devi controllare: non sbaglierai più

Vino bianco DOC o DOCG, il prosecco si distingue dal più classico spumante poiché può essere prodotto solo in alcune zone d’Italia. Con spumante, infatti, si intendono tutti i vini che, al momento dell’apertura, producono della schiuma causata dalla presenza di anidride carbonica prodotta dalla fermentazione. Sul mercato esistono tantissimi tipi di spumante, dai day agli extra dry, passando dai brut agli extra brut: ad ogni gusto, il proprio grado di dolcezza. Ecco però come assicurarsi che quello che abbiamo comprato sia proprio Prosecco!

Amatissimo sia durante i pasti che per un gustoso ed elegante aperitivo, quando non si ha voglia di un cocktail né di qualcosa di dolce e zuccherato, il Prosecco in Italia è pressoché in tutte le case. Versatile, gustoso ed amato da tutti (o quasi), quando non si sa che bottiglia regalare è sempre la scelta giusta, poiché non troppo particolare ma, al tempo stesso, non banale. Ecco però come capire se è originale.

Prosecco, i dettagli da controllare per verificare la sua originalità

Innanzitutto, il Prosecco DOC (Denominazione di Origine Controllata) o DOCG (Denominazione di Origine Controllata e Garantita) può essere prodotto solo in alcune zone del Veneto e del Friuli Venezia Giulia, così come dai vitigni Glera, Verdiso, Pinot bianco, grigio, nero e solo con il metodo Charmat. Su ogni bottiglia, quindi, dev’esserci un’etichetta solitamente posta su retro la quale deve riportare il logo, la dicitura Prosecco DOC e la certificazione dell’origine Italia.

Prosecco, riconosci quello vero in questo modo (vinamundi.it)

Indispensabile poi il Data Matrix, un QR code solitamente posto sul lato del collarino che, se inquadrato con lo smartphone, vi consentirà di verificare autonomamente la veridicità della bottiglia che avete tra le mani e di leggerne qualche caratteristica. Terzo elemento che non può non esserci nelle bottiglie di vero Prosecco è il contrassegno di Stato, anch’esso posto sul collarino: tutti e tre insieme, confermano e assicurano la qualità e la provenienza del vostro vino.

A garantire il rispetto delle regole disciplinari della produzione di Prosecco è Valoritalia, società che si occupa proprio del controllo e della certificazione dei vini con indicazioni del vitigno, dell’annata, con Indicazione Geografica o a Denominazione d’Origine: in questo modo, uno dei cardini della cultura enogastronomica italiana sarà per sempre tutelato.

Giulia Belotti

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