I fratelli Alemagna, eredi della storica azienda dolciaria milanese, ora alla guida di T’a Milano hanno creato la nuova linea Ciocoshaker: ecco i dettagli

Nell’ambito della pasticceria e della cioccolateria, l’innovazione gioca un ruolo fondamentale per soddisfare i palati sempre più esigenti. È in questo contesto che si inserisce l’ultima creazione di Alberto e Tancredi Alemagna, due fratelli milanesi che hanno unito il mondo del cioccolato e quello dei cocktail, dando vita a una linea di cioccolatini unici. Sotto il marchio T’a Milano, i due hanno lanciato i Ciocoshaker, cioccolatini ripieni con alcuni dei cocktail più amati, come Negroni, Mojito e Gin Tonic.
La storia della famiglia Alemagna
La storia della famiglia Alemagna è una delle più significative nel panorama dolciario italiano. Fondata nel 1921 da Gioacchino Alemagna, l’azienda ha conquistato il cuore e il palato degli italiani grazie alle sue prelibatezze, tra cui il celebre panettone. Sin dagli albori, l’azienda ha vissuto una rivalità storica con Motta, un altro gigante della pasticceria. Tuttavia, il percorso della Alemagna non è stato privo di sfide. Negli anni ’90, l’azienda ha subito una serie di cambi di proprietà che l’hanno portata a essere acquisita da colossi come Nestlé e successivamente da Bauli, che attualmente detiene il marchio.
Nonostante queste vicissitudini, Alberto e Tancredi hanno scelto di continuare l’eredità di famiglia creando nel 2008 T’a Milano. Il nome stesso è una fusione dei loro, un chiaro segno dell’impegno e della passione che i due fratelli mettono nel loro lavoro. Con stabilimenti a Parabiago e Cerro Maggiore, T’a Milano si distingue per un approccio artigianale alla produzione dolciaria, portando avanti la tradizione di qualità e innovazione.
I Ciocoshaker: un’idea rivoluzionaria
I Ciocoshaker rappresentano un autentico passo avanti nell’universo della cioccolateria. Ogni pralina è una piccola opera d’arte, frutto di un’accurata selezione dei migliori cru di cacao e di un’arte di miscelazione che unisce sapori e ingredienti di alta qualità. I cocktail scelti per il ripieno sono tra i più iconici e apprezzati, ciascuno studiato per armonizzarsi perfettamente con il cioccolato.
Ecco alcuni esempi dei Ciocoshaker:
- Gin Tonic: crema di cioccolato con gin Beefeater, tonica e una nota di limone, per un’esperienza di gusto fresca e frizzante.
- Negroni: combina la ricchezza del gin Beefeater con il bitter Campari e il Carpano Rosso, esaltato da una scorza d’arancia.
- Mojito: caratterizzato dall’aggiunta di rum Havana Club, lime e menta, rendendo ogni morso un viaggio sensoriale tra dolcezza e freschezza.
L’evoluzione del cioccolatino alcolico
L’idea di unire cioccolato e alcol non è nuova; i cioccolatini ripieni di liquori hanno una lunga storia. Il primo esempio di questa combinazione risale agli inizi del ‘900 con il boero, un cioccolatino che sprigiona al primo morso il sapore di liquori come il maraschino o il kirsch. Negli anni, il Mon Chéri di Ferrero, lanciato nel 1956, ha ulteriormente diffuso l’amore per i cioccolatini alcolici, diventando un simbolo di questa unione.
Recentemente, anche grandi marchi come Lindt hanno provato a reinterpretare questo connubio, introducendo praline a base di cocktail come l’Americano e il Negroni. Tuttavia, la proposta dei fratelli Alemagna va oltre, offrendo un’esperienza che non solo celebra il cioccolato, ma lo reinventa, portando in un formato innovativo sapori e tradizioni che piacciono a un pubblico sempre più variegato.
Una nuova frontiera per la pasticceria
La creazione dei Ciocoshaker non è solo un’innovazione culinaria, ma rappresenta anche un nuovo modo di pensare al dessert e al concetto di aperitivo. Questi cioccolatini possono essere un perfetto finale per una cena elegante, un’idea regalo originale o semplicemente una coccola per chi desidera gustare un momento di dolcezza con un tocco di alcol. In un mondo dove le esperienze gastronomiche sono sempre più ricercate, i Ciocoshaker di T’a Milano si pongono come un esempio virtuoso di creatività e tradizione, capace di attrarre sia i giovani sia i cultori della buona tavola.